L'editore
SCENA PRIMA
Ore 14,30 il cadavere giace sul tavolato di maiolica bianca attraversato da
scanalature lungo le quali può scorrere il sangue il corpo è nudo la pelle è
singolarmente pallida color bianco avorio su sfondo grigiastro è questa la
prima indicazione esteriore che la morte sia sopravvenuta per dissanguamento
il professore fa un cenno il tecnico di settore l'uomo cioè che esegue
materialmente i tagli affonda il bisturi con moto circolare tutt'intorno alla
nuca il cuoio capelluto viene scalpato e rovesciato sul volto è il primo atto
del sezionamento vero e proprio nel silenzio stride la sega circolare che
incide per intero la calotta cranica se ne toglie la sommità il cervello è
allo scoperto
ma non c'era nulla qui niente picchi niente vita niente
ascensioni né questa sommità era esattamente una sommità non aveva sostanza
non solide basi essa pure crollava qualunque cosa fosse si sbriciolava mentre
egli precipitava precipitava nel vulcano che doveva avere scalato dopo tutto
sebbene ora avesse nelle orecchie quel rumore di lava che trabocca
orribilmente era in eruzione ma no non era il vulcano era il mondo stesso che
stava esplodendo che esplodeva in neri grumi di villaggi catapultati nello
spazio e lui che cadeva in mezzo a tutto ciò nell'incredibile pandemonio di un
milione di carri corazzati nel bagliore di dieci milioni di corpi
fiammeggianti cadeva entro una finestra cadeva
quando il bisturi prende a funzionare alle 14,30 i preliminari
dell'autopsia sono in corso già da due ore nell'aula di media ampiezza e con
due tavoli anatomici la salma era stata portata alle 12,30 era stato tolto il
telo e si erano scattate numerose fotografie del cadavere vestito da lontano
in campo intero e da vicino in ogni dettaglio poi il corpo era stato
lentamente spogliato ogni capo di vestiario descritto e inventariato camicia
panciotto una giacca spigata pantaloni verdastri sopra un secondo giaccone di
tipo militare verde
sotto canottiera e mutande scarpe svizzere con suola di gomma
quella sinistra è calzata la scarpa destra è stata recuperata a una quindicina
di metri dal corpo il piede destro ancora più in là a venti metri il piede è
ora sul tavolo tagliato poco sopra la caviglia il troncone della gamba destra
si interrompe a metà coscia tutta la parte intermedia manca sbriciolata e
volatizzata dall'esplosione ora il corpo viene nuovamente fotografato senza
vesti la barba non è recente è stata lasciata crescere per mesi appare sale e
pepe delle strinature biancastre nella barba si accerta sono dovute alla
fiammata dell'esplosione
il magistrato ha già formulato i quesiti cui i medici
d'ufficio dovranno cercare di rispondere il legale ripete le richieste di
parte si accertino il tempo e le cause della morte se le ferite da squarcio
conseguenti all'esplosione sono state prodotte in un corpo vivo oppure no se
vi sono tracce di precedenti lesioni già causa comunque di morte o di
infermità grave o tracce che possano far ritenere che la persona sia stata
sottoposta a trattamento di sostanze stupefacente o simili tutte le richieste
del legale sono state accolte dal magistrato
man mano durante l'autopsia il legale interverrà o per lui lo
faranno i periti di parte chiedendo che sia effettuato il tale controllo
praticato il tale taglio asportato e repertato il tale organo i consulenti di
parte non si rivolgono mai direttamente al tecnico che seziona ma al
professore il quale accoglie di volta in volta le richieste e le ripete
all'esecutore materiale benché sia tragica la vicenda e macabra l'occasione
l'atmosfera è di estremo decoro e di correttezza civile non fosse stato per la
materia ha commentato dopo l'autopsia un perito la sessione meritava per la
civiltà e il rispetto che tutti hanno mostrato di venire trasmessa in
televisione tanto ci è parsa educativa
ha preceduto il primo taglio anche la ricognizione esterna del
cadavere lungo esame del troncone maciullato l'arteria e la vena femorale sono
flaccide vuote di sangue lo si rileva si allargano i tessuti si ispezionano
vasi e i canali alla ricerca di possibili frammenti ve ne sarebbero metallici
nel caso di una esplosione di una bomba non ce ne sono invece in questi resti
a conferma del fatto che lo scoppio è stato come già tutto del resto indicava
quello di un candelotto di dinamite avvolto all'esterno solo da carta o da un
sottile foglio di materiale plastico
segni degradanti di contusioni si trovano lungo la parte
destra del corpo fino al volto intatta salvo nell'arto inferiore che ha i
segni di una fiammata la parte sinistra del corpo singolarmente del tutto
indenni il basso ventre e l'addome così pure le mani compresi i polpastrelli
si prelevano frammenti di tessuto dell'epidermide per esami successivi già in
questa fase viene acquisita per il pallore della pelle per lo stato della
femorale la certezza che la morte è avvenuta anche per dissanguamento
l'esame interno successivo con la valutazione del sangue
rimasto e per lo stato di anemia di tutti gli organi interni anch'essi
relativamente pallidi indicherà con più precisione l'ammontare del sangue
perduto un paio di litri dei cinque che normalmente circolano nel corpo umano
l'emorragia dovrebbe essersi protratta per alcuni minuti forse dieci ma è
difficile raggiungere la certezza in questa materia possono essere stati di
più oppure di meno a seconda che il cuore battesse ancora o fosse invece già
fermo
la morte per dissanguamento in concomitanza con l'esplosione
della dinamite elimina un primo elemento di dubbio è escluso che il decesso
possa risalire a ore o addirittura a giorni prima dello scoppio cadono per
intenderci versioni fantasiose del tipo l'editore ucciso in Austria e
trasportato cadavere in Italia rimane però aperto il dilemma relativo ai colpi
gli ematomi le ecchimosi ricevuti dal corpo se essi sono avvenuti quando il
corpo ha urtato il terreno e l'uomo era quindi nell'ambito dei primi secondi
dopo lo scoppio certamente ancora vivo regge l'ipotesi che la dinamite sia
esplosa mentre l'editore si trovava sul traliccio a poco più di tre metri dal
suolo
ma è ancora lecita anche l'altra ipotesi che i colpi possano
avere preceduto l'esplosione intontendo o anche già uccidendo la vittima potrà
rivelarlo la reazione vitale cioè il grado di infiltrazione emorragica nei
tessuti che hanno ricevuto l'urto? sono stati effettuati i prelievi del caso
ma questo tipo di informazioni si ottiene solo dopo esami al microscopio e non
potrà quindi essere noto che in un tempo successivo
l'ampiezza della zona del corpo rimasta indenne lascia
anch'essa aperte due ipotesi contrastanti e qui anzi certe prime indicazioni
dell'esame autoptico potrebbero far propendere più per l'ipotesi dell'omicidio
sembra infatti estremamente poco probabile che della dinamite esplodendo
all'altezza del ginocchio di una persona in bilico su un traliccio a cavallo o
accucciata o anche in piedi rispetti tanta parte del corpo a cominciare dal
basso ventre un risultato del genere parrebbe più probabile almeno sulla base
dei precedenti noti alla medicina legale qualora l'esplosione che tende sempre
ad allargarsi più verso l'alto che lateralmente fosse avvenuta su un corpo
disteso orizzontalmente sul terreno
in questo caso però gli scoppi avrebbero dovuto essere due se
il traliccio è stato fortemente distorto a tre metri d'altezza nel punto di
congiunzione della sbarra orizzontale con due sbarre trasversali un esame
dello stato del traliccio è stato quindi disposto dai magistrati per chiarire
se l'esplosione fu unica o se schiacciando un solo pulsante se ne fossero
invece per ipotesi determinate una sull'uomo a terra e un'altra a tre metri
sul traliccio a questo proposito il sopralluogo effettuato domenica mattina
sulla base di quanto era stato deciso sabato durante l'autopsia ha portato a
una spiacevole delusione l'Azienda elettrica aveva già proceduto al
raddrizzamento e alla riverniciatura dell'intersezione lesionata del pilone il
primo a mostrare disappunto per questo atto di rara sollecitudine è stato il
giudice istruttore
sempre nell'ambito dell'esame esterno del corpo i periti
rilevano un dato anatomico dell'editore che conferma se mai ve ne fosse stato
ancora bisogno la validità del riconoscimento il dato non meno significativo
di quello delle impronte digitali consiste in una caratteristica singolare che
si conosceva della vittima la sindattilia podale il particolare cioè che la
seconda e la terza falange di due dita dei piedi fossero unite si conclude
l'esame esterno e già i periti sotto la guida dei magistrati possono stilare
la prima parte del comunicato conclusivo che sarà trasmesso alla stampa esso è
chiaro a chiunque resta ancora da accertare l'eventuale presenza di tossici e
l'esatta sequenza cronologica delle lesioni craniche meningo-encefaliche e
toraciche se precedettero cioè o meno la morte ma al contrario per l'esperto
queste parole denunciano uno stato ancora confuso di indizi
del resto questo è si noti bene nell'ordine naturale delle
cose il lento e paziente processo dell'autopsia rappresenta come lo
definiscono i medici un fatto descrittivo si esamina cioè il corpo come e ben
più che fotografandolo di fuori e di dentro si prende atto di ogni condizione
o anomalia ma la valutazione di tutti i dati che con l'autopsia si vengono a
conoscere ha luogo solo in una fase posteriore consiste nella stesura del
rapporto sull'autopsia che non ha ancora avuto luogo da parte dei periti
d'ufficio al termine di tutti gli esami radiologia sul sangue e i tessuti
tossici a questo rapporto si accompagna quello della controperizia di parte
il cervello è ora allo scoperto il perito settore ha tolto
dalla scatola cranica l'encefalo il cervello e il cervelletto e quindi il
bulbo ha esaminato attentamente la base cranica per riscontrare in che misura
e fino a che profondità le contusioni e le petecchie emorragiche riscontrate
all'esterno si siano ripercosse all'interno del cranio è accertato che una
ripercussione notevole vi è stata si parla di forte traumatismo cranico resta
invece da valutare se questo colpo risentito dal cervello possa di per sé solo
avere provocato la morte o avervi comunque contribuito certo è comunque che il
traumatismo non è legato al quadro dell'esplosione ma a quello degli urti
e a questo proposito di nuovo due o anche più alternative urto
da caduta se la vittima era in alto oppure se la vittima era in basso colpi
premortali anche con un corpo contundente o infine ricaduta contro il terreno
del corpo lanciato in aria dall'esplosione una discussione del genere dovrà
collimare con i risultati delle perizie balistiche le quali potranno dire con
esattezza la forza viva di quel preciso quantitativo di dinamite e quel
particolare tipo di esplosivo contenuto nel candelotto la forza viva per
inciso varia a seconda del grado di umidità della polvere un elemento forse
non facile da accertare
interessa necessariamente i due periti balistici il dato
accertato che l'esplosivo era di qualità scadente come l'altro che si trattava
di esplosivo ad innesco il quale cioè non poteva scoppiare da solo ma
unicamente dopo essere stato appunto innescato ma non si procede mai
all'innesco se prima non sono state legate in posizione tutte le cariche e
quelle che avrebbero dovuto essere usate erano ancora in gran parte a terra
come mai
sono le 15,40 s'inizia l'apertura del torace incisione
resezione simmetrica delle costole fuoriesce del sangue fluido in parte
emolisato viene in parte raccolto servirà per altri esami specie quelli
tossicologici si toglie il cuore recidendolo lo si spreme si tolgono i polmoni
con la trachea i bronchi vengono recisi con le forbici lo stomaco è legato
sopra e sotto perché non ne esca la materia racchiusa e quindi reciso poi lo
si apre e si osserva il contenuto vi è del sangue colato dalla gola nel
momento traumatizzante della morte lo stomaco è vuoto di cibi la vittima era
certamente digiuna da molte ore quando mori con i liquidi sangue e urina
contenuto gastrico tutti i visceri vengono isolati e affidati al perito
tossicologico rene fegato milza il risultato delle analisi sarà noto solo in
tempo successivo
risolverà drasticamente tutti i dubbi? i periti sono concordi
nel ritenere che li risolverà in una direzione se si troveranno tracce
evidenti di una droga se le tracce fossero invece vaghe o insicure i dubbi
resterebbero drogato o no? otto persone su dieci consumano oggi senza per
questo naturalmente essere state drogate tranquillanti sonniferi o ansiolitici
più grave l'incertezza nel caso lo si dice sempre solo come possibile ipotesi
che sulla vittima fossero state usate anziché droghe dei prodotti per
cloroformizzare o per narcotizzare con etere sostanze volatili del genere non
sarebbero più individuabili in un'autopsia condotta a oltre quattro giorni
dalla morte
sono passate le cinque del pomeriggio si esplora l'intestino
dopo averlo aperto con taglio addominale sottodiaframmatico il professore si
alterna adesso gentilmente al tecnico settore che lavora duro già da molto
tempo l'atmosfera è sempre serena e correttissima priva di polemiche e di
timori nessun sospetto perché appunto non ve ne è motivo quando viene scelto
un ferro piuttosto che un altro o quando si pratica un taglio il tenue viene
alla luce e la lunga matassa intestinale è a poco a poco tagliata e aperta
vuoti per lo più anche gli intestini scarsa poltiglia fecale anche nel colon
anatomicamente integri i genitali
ora il corpo viene voltato sul ventre per l'esame del rachide
cioè della spina dorsale prima si è controllato il laringe se per ipotesi la
vittima fosse stata strangolata il laringe risulterebbe rotto non lo è più
difficile escludere al primo esame l'ipotesi di soffocamento ad esempio con un
cuscino ma lo diranno forse più tardi gli esami microscopici dei polmoni esame
del cavo orale si controlla se la mandibola è rotta no se il palato ha un foro
no l'esame del rachide conferma che vi è stata frattura traumatica di alcune
vertebre il che non stupisce rientra nel quadro già accertato degli effetti di
caduta o urto
alle 19 l'esame del rachide si conclude il corpo viene lavato
e ripulito il tecnico settore ha ora in mano ago e filo si ricuciono con cura
i lunghi spacchi il cuoio capelluto viene riportato nella sua sede e fissato
liberando il volto interviene il giudice per la constatazione di rito quella
appunto che il cadavere sia stato civilmente ricomposto si completa la stesura
del certificato finale e lo si rilegge certa dunque la causa preminente che
causò la morte incerte l'ora e le successioni tra scoppio e urto le domande
che tutti si ponevano al mattino mantengono il loro punto interrogativo la
sera è da sperare che lo perdano presto dopo il termine di tutti gli esami
sparò altre due volte le detonazioni spaziate precise i tuoni
si schiantarono fra le montagne poi vicinissimi sciolto il cavallo s'impennò
agitando fremente la testa girò su se stesso e si lanciò nitrendo nella
foresta dapprima sentì un bizzarro sollievo ora si era reso conto che gli
avevano sparato addosso cadde poi su un ginocchio quindi con un gemito bocconi
quanto era lungo sull'erba pioveva dolcemente ombre gli si agitavano intorno
tendendogli la mano forse cercando ancora di vuotargli le tasche o per
semplice curiosità egli poteva sentire la sua vita rifluire dal corpo come
fegato trinciato spandendosi nella tenerezza dell'erba era solo dov'erano
andati gli altri o non c'era mai stato nessuno
sono le 19,30 entrano i portantini sollevano il corpo dal
tavolo di ceramica e lo depongono sulla barella mentre i periti sfollano la
barella scompare in un corridoio e riprende la strada per il deposito della
morgue il cadavere grigio avorio ha finito di interessare i periti i
magistrati il grande pubblico è ora coperto da un lenzuolo bianco come da un
grande foglio di carta bianco su cui si può scrivere adesso quello che si
vuole come su una grande pagina bianca che si stende sopra il muto volto
grigio avorio
SCENA SECONDA
Il volto con i capelli tirati gli occhiali grossi le labbra strette il volto
nella foto sui giornali la foto sui giornali quella mattina in prima pagina
quella foto grigia di passaporto di quelle fatte nelle macchinette lui con i
capelli tirati gli occhiali grossi le labbra strette subito mi sono detto sono
rimasto Il senza fiato ma questo è lui questo è lui davvero è proprio lui e da
qui poi parte tutta questa storia io leggo subito l'articolo tragica fine di
un sabotatore e mi ricordo bene che allora ho pensato subito ma non è
possibile e da qui poi è cominciata tutta questa storia tutto quello che è
successo poi con questa storia tutto quello che ha voluto dire questa storia
per tutti quanti noi e così via
comincia tutto coi giornali con quella foto sulle prime pagine
dei giornali mettiamo dunque che c'è lui che esce di casa come tutte le
mattine un po' presto per andare a comprare i giornali all'edicola sotto casa
e subito vede sotto il grande titolo del giornale quella foto e subito gli
manca il fiato resta lì un attimo irrigidito tutti i muscoli del corpo che si
irrigidiscono o anche un ronzio nelle orecchie che so li davanti all'edicola
in mezzo al rumore della strada e della città poi si scuote compra tutti i
giornali all'edicola compra tre quattro cinque sei altri giornali e poi
ritorna a casa guardando le prime pagine dei giornali che hanno tutte un
grande titolo più o meno uguale con sotto quasi tutti quella foto la stessa
foto
quando torna a casa lui la sveglia lei sta ancora dormendo lui
la sveglia per farle vedere i giornali è molto agitato lei subito non capisce
perché stava ancora dormendo ma poi capisce subito e dice non è possibile e le
si riempiono gli occhi di lacrime lui è molto agitato e sente come se deve
consolarla le stringe una mano mette i giornali sul letto la guarda negli
occhi pieni di lacrime e restano un momento così lì fermi in silenzio però non
bisogna farla troppo lacrimosa questa scena perché non è una storia lacrimosa
questa è una storia dura e violenta o meglio è una storia di una grande
tensione dura e violenta con anche molto affetto ma lacrimosa mai
lui l'ha svegliata per dirle la notizia per farle vedere i
giornali per parlarne con lei e lei stava ancora dormendo nella stanza buia
lui ha acceso la luce sul comodino ha buttato i giornali sul letto lei si è
svegliata forse era già sveglia lui le ha messo davanti agli occhi un giornale
quello con la foto più grande in prima pagina lei per un momento non capisce
non vede bene poi dice qualcosa o non dice niente e la tensione che lui aveva
dentro di sé il ronzio e tutto adesso si scarica attraverso di lei adesso si
espande e riempie tutta la stanza nella penombra che li avvolge li serra li
soffoca incapaci di parlare di muoversi quasi
e lì comincia tutta questa storia perché poi come vedremo
decidono che devono cambiare per un po' aria e decidono di andare a casa di un
antico dove staranno per un po' di tempo mentre la storia va avanti e in
quella casa si parlerà di quello che sta succedendo e succederanno altre cose
fino a arrivare alla scena finale che è quella del funerale dove si
ritroveranno tutti insieme con tantissimi altri perché Il questa storia
finisce e lì comincia un'altra storia che non sarà più quella di prima e i
funerali saranno per tutti in modo diverso ma per tutti saranno la fine di una
storia e l'inizio di un'altra storia che sarà per tutti da lì in poi una
storia diversa
ci sono lì tutti questi giornali sparsi sul letto e loro per
un po' li passano e li leggono e se li passano ma leggono solo l'articolo che
c'è sotto il grande titolo in prima pagina sotto cui c'è quasi sempre la
fotografia la faccia dell'uomo con gli occhiali le labbra strette qualche
volta la fotografia non è in prima pagina ma in una pagina interna dove
continua l'articolo dalla prima pagina loro leggono solo quell'articolo se lo
passano con pochi commenti perché tutti gli articoli sono quasi uguali leggono
solo quell'articolo non guardano non leggono nessun altro degli articoli dei
giornali che continuano a spostare sul letto sopra le coperte che coprono il
corpo di lei sotto le luce debole del comodino non si soffermano neanche per
un istante su altre notizie della giornata come
gli anconetani per la maggior parte sono rientrati nelle loro
abitazioni dopo aver trascorso la notte nelle strade e nelle piazze se non
addirittura in alloggi d'emergenza fuori città si è trattato insomma di
un'altra notte insonne e piena di apprensioni per la popolazione che ormai
vive con un sismografo addosso avvertendo le scosse di terremoto anche le più
lievi gli anconetani sono impressionati anche dalla ricorrenza notturna con la
quale il fenomeno si ripresenta e ciò aggrava ancor più il logorio fisico e
psichico a cui la popolazione è sottoposta dalla fine del gennaio scorso
quando cominciarono ad avvertirsi i primi sintomi del fenomeno sismico
un regno arabo unito comprendente le regioni a est ed ovest
del Giordano è stato proposto da re Hussein di Giordania la proposta
illustrata alla presenza di notabili della Cisgiordania il territorio occupato
dagli israeliani è stata immediatamente respinta dal governo israeliano
negativa è anche la reazione degli altri Paesi arabi le cui fonti ufficiali si
sono affrettate a criticare aspramente il progetto giordano l'argomento è
stato al centro di un incontro del presidente egiziano Sadat con il leader
siriano Addad e quello libico Gheddafi anche i guerriglieri palestinesi si
sono dichiarati contrari e hanno preannunciato che compiranno nuove azioni di
rappresaglia contro il regno di Giordania
naturalmente secondo il sen. Saragat quando una parte della Dc
strizza l'occhio al Pci Berlinguer sogna di risolvere la storica
contraddizione tra autorità e libertà o meglio tra dittatura e democrazia
attraverso la cosiddetta repubblica conciliare vale a dire nell'incontro di
potere tra cattolici e comunisti non stupisce che preso in mezzo fra la
politica degli ammiccamenti furbeschi del Psi e della Dc il Pci nel corso
della sua storia sia diventato uno strano partito una giraffa comunista come
scrisse una volta Togliatti una giraffa alla quale però si allunga sempre più
il collo mentre la testa cerca di entrare nella stanza dei bottoni il corpo se
ne allontana mai come in questo momento infatti il Pci è stato tanto vicino e
insieme così lontano dal raggiungere i suoi traguardi
per lo storico l'Italia è un campo di battaglia dove si
scontrano brame di potere più che ideologie la storia d'Italia è un epico
meraviglioso e sanguinoso caos dove lo storico può addentrarsi più con gli
strumenti del ricostruttore dei fatti che con quelli del ricostruttore
razionale di movimenti si scorgono è vero alcuni capitoli consequenziali forti
strutture portanti del caos stesso non sono che i pilastri fondamentali di un
immenso e non finito edificio nel cui interno si scatenano Grazie e Furie lo
stile è fluido discorsivo spesso puntellato di osservazioni personali da
fascinose considerazioni delle possibilità alternative che la storia lascia
nonostante i divieti scorgere in diafania
il mondo del calcio non sta fermo un momento e ogni emozione è
sempre possibile mentre tutti si attendono che si metta in moto l'inchiesta
ordinata da Franchi la necessità di designare gli arbitri attraverso il
computer s'è ormai fatta strada nella convinzione dei massimi responsabili
della Lega e della Federazione al punto che possiamo insomma dare per certa
l'innovazione a partire dal prossimo campionato può darsi che la soluzione
sempre da noi convintamente caldeggiata faccia gridare ancora le oche del
Campidoglio ma ormai essa si raccomanda alla coscienza dei più responsabili
per spezzare la reazione a catena dei sospetti e degli scandali
finalmente lei butta in aria le coperte tutti i giornali
finiscono per terra lei si è alzata dal letto si infila qualcosa una vestaglia
di quelle di stoffa cinese che si usavano allora attraversa la stanza decisa e
spalanca la finestra la luce del giorno entra nella stanza e i rumori della
città entrano nella stanza poi lei va in bagno non ha parlato non ha detto
niente finora lei va in bagno e lui resta lì sempre seduto sul letto magari
accende la radio che sta sul comodino vicino alla luce che adesso spegne
perché adesso la luce del giorno entra dalla finestra e ascolta la radio per
sentire le ultime notizie
ma adesso la radio non trasmette nessuna notizia lui prova
tutte le stazioni si sente solo musica da tutte le stazioni magari un po' di
pubblicità e allora lui spegne la radio sente i rumori che vengono dalla
strada e il rumore della doccia di lei piglia qualche giornale da terra o dal
letto e sfoglia le pagine e guarda i titoli che prima non aveva visto legge
qualche notizia che lo interessa di più appoggia un giornale sul letto lo
sfoglia lentamente si ferma su una notizia che lo interessa ne legge un pezzo
all'inizio o alla fine o in mezzo poi chiude il giornale lo lascia cadere per
terra ne prende un altro e comincia a sfogliarlo e a leggere le notizie che
più lo interessano
ancora scontri spesso violenti tra polizia e studenti le
dimostrazioni rientrano in un invito allo sciopero di studenti ed operai per
protestare contro i sanguinosi incidenti di venerdì scorso per l'occasione le
commissioni operaie organi smi sindacali clandestini hanno diffuso un appello
accusando il regime di ricorrere a metodi sanguinari nelle prime ore del
pomeriggio di oggi gruppi di studenti e qualche volta di operai hanno
dimostrato nei quartieri vicini alla città universitaria e nella zona
industriale dei Cuatro caminos i giovani inalberavano cartelli con scritte
anti-franchiste vi sono stati tentativi di erigere barricate e il traffico è
stato temporaneamente interrotto
Junio Valerio Borghese il famigerato comandante della X Mas
Presidente dell'organizzazione fascista Fronte nazionale se rientra in Italia
sarà immediatamente arrestato secondo il giudice istruttore il principe nero
aveva organizzato una associazione che aveva come fine di promuovere una
insurrezione armata contro i poteri dello stato nella sua ordinanza si afferma
che non c'era solo l'intenzione di compiere un tentativo autoritario ma che
tutto fu organizzato in tal senso se il piano fallì la sera tra il 7 e l'8
dicembre 1970 è perché qualcuno parlò e i servizi segreti intervennero
un'altra notte di terrore nel Nord Irlanda un giovane
poliziotto è stato assassinato due volontari della milizia territoriale
ulsterina sono rimasti feriti in una imboscata a Belfast una bomba
potentissima ha dilaniato due artificieri che stavano disinnescandola
l'esplosione causata da una carica di almeno un quintale è avvenuta nella zona
protestante di Sandy Row l'ordigno era stato collocato a bordo di un autocarro
il violentissimo scoppio oltre a uccidere due artificieri ha provocato seri
danni a una cinquantina di abitazioni ed ha semidistrutto la sede del Collegio
delle Arti a Ulster
dunque lui l'ha svegliata per darle la notizia per farle
vedere i giornali per discutere con lei della cosa che cosa devono fare
iniziative da prendere con chi mettersi in contatto vedere parlare sentire ma
non sono riusciti finora a scambiarsi una parola quello che è successo è
troppo incredibile enorme spaventoso resta ancora il dubbio che sia proprio
vero che sia proprio lui quello della foto lui la guarda ancora una volta la
guarda bene la fronte stempiata il mento un po' tirato per la smorfia delle
labbra contratte vorrebbe avere dei dubbi ma non riesce e anche lei subito
appena ha visto la foto è rimasta così e poi subito gli occhi le si sono
riempiti di lacrime lui volta la pagina del giornale
il fascino di questo testo è di essere dal principio alla fine
una tragedia tutta azione azione concreta incalzante rapida fino alla
precipitazione che la tragedia poi grondi di sangue è importante fino a un
certo punto il sangue cioè è presente come conseguenza ineluttabile
dell'azione tra le innumerevoli tesi interpretative fiorite sul tronco della
tragedia c'è quella della contrapposizione tra bene e male tra l'armonia
dell'ordine e le forze demoniache della sovversione tesi accettabile ma
parziale ed in certo senso ovvia in quanto la contrapposizione tra bene e male
più che scaturire dallo scontro tra due ordini esterni è contenuta già tutta
intera nel personaggio di Macbeth nella coscienza ch'egli ha della sua
degradazione e insieme dell'ineluttabilità dell'azione intrapresa che lo
conduce sempre più in fondo
il presidente della repubblica Leone si è recato ieri a
palazzo dei Marescialli dove per la prima volta ha presieduto il consiglio
superiore della magistratura così concludendo credo che verrei meno al mio
dovere se in un momento in cui la delinquenza comune in alcune forme brutali e
allarmanti e talune gravi manifestazioni di violenza di piazza da tutti
deplorate creano uno stato d'animo di viva e fondata preoccupazione non
richiamassi nel massimo rispetto alla libertà del magistrato l'attenzione
sulla necessità che ad una ferma azione degli organi della polizia giudiziaria
risponda una analoga fermezza della magistratura requirente e giudicante
Howard Hughes il miliardario americano che poche persone hanno
visto ha lasciato il suo nascondiglio di Managua nel Nicaragua ed è giunto a
Los Angeles a bordo di un aereo privato la notizia è stata data da un suo
collaboratore il quale si è però rifiutato di rispondere alle domande dei
giornalisti intese a conoscere il luogo di residenza del miliardario fonti
solitamente informate affermano che Lunedì sera Hughes si è incontrato con il
presidente del Nicaragua Anastasio Somoza discutendo con lui la possibilità di
allargare a quel paese le operazioni della società aerea Hughes Air che opera
sulle linee degli Stati Uniti
un incendio è scoppiato stamattina al Pechino Hotel il più
elegante albergo della capitale cinese le fiamme si sono sviluppate in un'ala
disabitata da alcune settimane per lavori di restauro si è vista
un'autoambulanza che come poi si è appreso trasportava in ospedale due operai
semisoffocati dal fumo il Pechino Hotel si trova in una grande arteria
trasversale che passa per il centro della città la Chang An Jie non lontana
dalla piazza Tienamen in esso alloggiano soprattutto delegazioni straniere
ospiti del governo cinese o diplomatici raramente turisti qui sono scese nei
giorni scorsi le Pantere nere americane venute in visita in Cina
lei adesso ha finito la doccia esce dal bagno coperta da un
asciugamano forse giallo lui è lì sempre seduto sul letto sul pavimento i
giornali sono sparsi dappertutto lei è entrata asciugandosi con l'asciugamano
e adesso bisogna che parlano cominciano a parlare per commentare quello che è
successo per discutere della cosa che cosa devono fare iniziative da prendere
con chi mettersi in contatto forse ci può essere ancora qualche dubbio che sia
lui veramente ma in fondo non hanno dubbi si comportano come se non ne
avessero pur lasciando aperta la possibilità che non sia lui ma più che un
dubbio si tratta forse solo di una speranza
ma adesso improvvisamente suonano alla porta il campanello e
c'è un riflesso che hanno tutti e due un riflesso per cui si ammutoliscono i
muscoli si contraggono restano immobili le orecchie tese perché subito pensano
chi può essere può essere una perquisizione o magari anche ti arrestano non si
può sapere e se è vero che è lui nella foto può succedere di tutto in questo
momento perché allora a quei tempi succedeva già di tutto lo sapevano già da
qualche anno succedeva di tutto e tutto era possibile lo sapevano e ci erano
preparati, ma una storia come questa sembrava impossibile e non si riusciva
veramente a immaginare che cosa avrebbe ancora potuto succedere adesso
stavano discutendo quando è suonato il campanello c'era questa
discussione che era una discussione pesante e stava per diventare una lite
quasi perché dovevano prendere delle decisioni e perché c'era quella grande
tensione ma soprattutto perché proprio per via di quella tensione e di quelle
decisioni da prendere era uscito fuori in lei qualcosa che lei aveva sempre
non nascosto perché non nascondeva mai niente ma che si era nascosta in lei
che era rimasta latente finora un risentimento una rabbia una cosa che la
spingeva adesso allo scontro con lui a opporsi comunque a qualsiasi cosa che
lui diceva proponeva anche soltanto chiedeva perché era lui a chiederla a
proporla in una situazione come questa in cui si chiese lei improvvisamente
che cosa ci stava a fare
non per paura perché non aveva paura di niente la sua
incoscienza era piuttosto grande allora anche perché era così per tutti allora
quello contro cui sentiva che qualcosa dentro di lei forse per la prima volta
si era ribellata era il fatto di sentirsi ma questo le appari chiaro solo un
po' di tempo dopo di sentirsi ancora una volta come sempre coinvolta obbligata
in scelte che non erano le sue scelte non perché avrebbe voluto scegliere
diversamente ma perché erano scelte che non si giocavano su un terreno che era
suo le regole del gioco le erano state imposte dunque tutto era solo violenza
a cui adesso sentiva che doveva assolutamente e comunque e implacabilmente
ribellarsi il campanello suonava un'altra volta suonava ancora e allora lui
dice io vado a aprire tu stai qui
SCENA TERZA
Un uomo di circa 45 anni è morto dilaniato dalla carica esplosiva che teneva
in mano mentre cercava di far saltare un gigantesco traliccio metallico della
principale linea elettrica ad alta tensione di Milano è probabile che il
dinamitardo fosse prezzolato da qualche organizzazione eversiva quasi
certamente secondo gli inquirenti il suo attentato sarebbe stato il primo di
una lunga serie di una nuova ondata di violenza e di terrore ma non si sa
nulla di lui secondo i documenti si chiama Vincenzo Maggioni nato a Novi
Ligure il 19 agosto 1926 sulla patente di guida risulta residente a Milano in
via Savona 12
la polizia ha però già accertato che i documenti sono stati
falsificati a Novi Ligure Vincenzo Maggioni non esiste non è mai nato il nome
sui documenti i dettagli fanno parte di un preciso meccanismo di un
personaggio costruito a perfezione in ogni particolare anche il camioncino
Volkswagen con il quale il dinamitardo è giunto sul luogo dell'attentato è
minuziosamente incluso nel piano studiato per confondere le indagini risulta
intestato inizialmente a una certa signora Luigia Giudice e successivamente
acquistato da Gianfranco Invernizzi entrambi abitanti a Milano
ma tutti e due non hanno avuto difficoltà nel dimostrare di
non avere mai visto né posseduto il camioncino anche se per diversi mesi hanno
dovuto respingere contravvenzioni indirizzate a loro questi pochi elementi
sono praticamente tutto ciò che gli inquirenti sono riusciti finora a appurare
sull'identità del dinamitardo rimasto vittima del suo stesso gesto manca anche
l'elemento più importante ai fini delle indagini non si sa a quale gruppo
politico appartenesse il dinamitardo o chi gli abbia commissionato l'attentato
non si sa in quale direzione ricercare gli organizzatori del
gravissimo episodio la matrice politica del tentativo di sabotaggio comunque è
fin d'ora evidente è chiaro che si è trattato di un nuovo passo di quella
violenza con la quale da troppo tempo ormai si agitano gli estremisti di ogni
tendenza e colore che stringono Milano in una morsa di terrore costante il
tragico episodio è accaduto a una dozzina di chilometri da Milano tra i comuni
di Segrate e di Pioltello in un territorio che prende il nome dalla Cascina
Nuova
una vecchia costruzione rurale nella quale abitano cinque
famiglie passa sopra quei campi coltivati con giganteschi tralicci metallici
infissi nel terreno la principale linea elettrica dell'azienda elettrica
municipale la Nord-Limito-Sud che circonda praticamente Milano i cavi
dell'alta tensione 220 mila volt forniscono elettricità per i tram le filovie
e l'illuminazione pubblica di quasi tutta la città se l'attentato fosse
riuscito Milano sarebbe rimasta praticamente paralizzata anche se solo per il
tempo necessario a collegarla con le reti ausiliarie
sembra che l'esplosione ma l'ora non è ancora nota con
esattezza sia avvenuta verso le ore 21 di ieri sera ma nessuno se n'è accorto
nemmeno nella Cascina Nuova che dista dal traliccio non più di
quattro-cinquecento metri chi ha inteso lo scoppio probabilmente ha creduto
fosse semplicemente il rumore prodotto da uno degli aerei a reazione che sopra
quella zona passano numerosi e a bassa quota a scoprire l'accaduto verso le
ore 16 di questo pomeriggio è stato un cane bastardo di nome Twist un cucciolo
nero che appartiene a una delle famiglie della Cascina Nuova
Segrate è alle porte di Milano a nord della zona industriale
sei chilometri in linea d'aria dall'aeroporto di Linate oltre il fascio dei
binari della ferrovia corre la strada nuova Cassanese tra la ferrovia e la
strada a est del paese c'è la Cascina Nuova e in un campo di questa fattoria
si alza un alto traliccio il n. 7 1 che trasporta l'energia dell'azienda
elettrica municipale a 220 mila volt è un pilone particolarmente importante
non solo perché porta corrente alla città ma perché se i suoi fili crollano
coinvolgono un'altra linea a 130 mila volt che alimenta con l'energia
proveniente dalla Valtellina le industrie del gruppo Falck di Sesto San
Giovanni e di Tavazzano vicino a Lodi
un punto nevralgico che può indurre un terrorista a credere
che il suo danneggiamento possa lasciare mezza città al buio la realtà è
diversa perché le reti dell'Aem e dell'Enel sono interconnesse per cui un
guasto in un settore determina automaticamente il disinserimento di queste
linee e l'entrata in funzione di altre che sono rimaste indenni comunque è qui
sotto questo traliccio che si fa la macabra scoperta sono le 16 i fratelli
Lorenzo e Luigi Stringhetti 41 e 43 anni che abitano nella Cascina Nuova
notano che il loro cagnetto bastardo Twist è molto agitato corre ripetutamente
dalla cascina al campo abbaiando e riprendendo di nuovo lo stesso cammino
due contadini due fratelli abitanti in una cascina a poche
centinaia di metri si erano recati sul posto insospettiti dal comportamento
del proprio cane che per tutta la mattina aveva continuato a guaire e ululare
messo l'animale alla punta i due sono arrivati al traliccio che per la
precisione è il n. 71 e qui hanno fatto la macabra scoperta un uomo giaceva
riverso sul terreno col corpo orrendamente dilaniato una gamba dal piede al
ginocchio è stata trovata a qualche metro di distanza ma col viso intatto
un piede gli si piegò sotto con un dolore atroce quando toccò
il suolo l'istante successivo mentre tentava di rialzarsi vide alla luce
abbagliante di un lampo il cavallo senza cavaliere avanzava precipitoso di
lato ed egli poté scorgere ogni particolarità la sella sobbalzante che gli
scivolava giù dalla groppa perfino il numero 71 marchiato a fuoco sulle terga
tentando ancora di alzarsi udì se stesso urlare mentre la bestia piegava verso
e su di lui il cielo era un immenso drappo di fiamma incandescente sul quale
gli alberi e il cavallo impennantesi parvero per un attimo inchiodati
i due fratelli incuriositi vanno a vedere trovano a terra
supino il corpo di un uomo lo vedono insanguinato credono che sia un ladro di
fili di rame rimasto fulminato e precipitato dal pilone a terra lì vicino ci
sono tre zainetti di tipo militare uno è vuoto un altro contiene biscotti
caffè solubile latte in polvere altri generi di conforto nel terzo ci sono 13
candelotti di dinamite alla nitroglicerina ciascuno del peso di circa 200
grammi altri 30 candelotti sono già applicati al traliccio suddivisi in due
cariche da 15 l'una a una delle basi del pilone le cariche sono innescate con
otto detonatori a spina funzionanti con la sollecitazione elettrica regolata
di due orologi
il dinamitardo è stato trovato riverso ai piedi del traliccio
aveva il torace e il ventre squarciati una gamba era stata staccata di netto
ed era volata a una ventina di metri di distanza in quel tragico prato poco
fuori Segrate erano disseminati lembi di carne e sangue molto sangue questa
l'orrenda scena che hanno visto per primi due contadini è stata la loro
cagnetta a portarli fin sotto il traliccio non lasciava dubbi l'uomo che
giaceva a braccia larghe e con la faccia rivolta al cielo era caduto in una
trappola che si era preparato da solo
gli artificieri hanno fatto sul posto una prima ricostruzione
dell'attentato di quello che avrebbe potuto succedere e di quanto invece è
accaduto giungendo alla conclusione che il bombardiere nonostante l'incidente
che lo ha ucciso non era uno sprovveduto bensì un esperto di esplosivi i
candelotti di nitroglicerina complessivamente per sette chili circa erano già
stati suddivisi in diverse cariche una di queste di notevolissima potenza era
già stata fissata alla base di un pilone e collegata a un congegno a
orologeria di tipo artigianale fabbricato con due orologi da polso
la meccanica dell'incidente che ha provocato la morte del
dinamitardo è stata ricostruita in questo modo l'uomo si deve essere
arrampicato sulla centina più bassa del traliccio per sistemare la prima
carica di dinamite quella che doveva servire a preparare ed indurre le
successive mentre era a cavalcioni sulla centina e dopo aver già collocato
molto probabilmente i primi candelotti di dinamite si spiega così perché tre
longheroni del gigantesco traliccio sono stati divelti l'uomo deve aver
compiuto il tragico errore
tenendo in mano per un'estremità il lungo filo elettrico una
normale piattina bianca il dinamitardo si era poi arrampicato fino al quadrato
di base del traliccio a circa tre-quattro metri dal suolo evidentemente
intendeva piazzare qui una seconda carica che avrebbe squarciato il centro
dell'intelaiatura metallica e far scendere poi il filo dalla parte opposta per
collegarvi la terza carica ma proprio mentre era arrampicato con i candelotti
con la seconda carica in mano questi sono esplosi quasi certamente a causa di
un contatto elettrico
all'esplosione l'uomo è caduto a terra nel momento in cui
toccava il suolo è avvenuto il secondo scoppio questa ricostruzione dicono i
sostenitori di questa tesi sembra avvalorata da alcuni particolari i piloni
del traliccio sono imbrattati di sangue e lembi di pelle fino a una altezza di
quattro metri parte di questi poveri resti appaiono lanciati in direzione
orizzontale dalla centina del traliccio mentre gli altri sembrano provenire da
terra e sono proiettati verso l'alto
i piloni del traliccio sono imbrattati fino a una altezza di
circa quattro metri di sangue e frammenti di carne dell'attentatore brandelli
di carne e pezzi di ossa sono disseminati ancora in un raggio di una
quindicina di metri nel campo di frumento sul quale sorge il traliccio i primi
appaiono lanciati con violenza in direzione orizzontale dalla prima centina
del traliccio gli altri con provenienza da terra leggermente proiettati verso
l'alto sono più numerosi e sembrano provenire dal punto nel quale
l'attentatore con tutta verosimiglianza è caduto dalla centina su cui stava
sistemando un ordigno dopo la prima esplosione
la luna non c'era più una calda raffica di vento lo colpì in
pieno volto e la saetta s'accese bianca e zig-zagante a nordest il tuono parlò
laconico valanga in bilico il viottolo sempre più ripido continuava a piegare
a destra serpeggiando ora tra le sparse sentinelle d'alberi alti e solitari ed
enormi cactacee le cui innumerevoli mani contorte e spinose a ogni svolta
della strada chiudevano da ogni parte la vista c'era un buio tale che ti
stupivi a non trovare la tenebrosissima notte nel mondo esterno
il punto esatto della seconda esplosione è segnato da una
pozza di sangue corrispondente al femore tranciato dallo scoppio
dell'attentatore e da un'altra più piccola ma pur consistente macchia di
sangue che corrisponde al fianco squarciato dall'esplosione del dinamitardo
tra le due chiazze sulle quali il sangue si è raggrumato in notevole
abbondanza si nota una depressione del terreno provocata sempre secondo gli
esperti dall'esplosione della seconda carica la morte è avvenuta secondo le
testimonianze concordi di due persone che hanno sentito distintamente due
esplosioni alle 21,30 circa di martedì
gli esperti dopo i primi rilievi accertano che ci sono state
due esplosioni la prima quando l'uomo era sul traliccio la seconda quando è
precipitato a terra probabilmente è stata proprio la caduta a far saltare un
altro gruppo di cariche ci sono schizzi di sangue sia, sui ferri alti verso il
basso sia su un basamento di cemento verso l'alto l'uomo viene trovato supino
indossa un giubbotto verde un maglione rosso scuro pantaloni grigi stivaletti
con para in una tasca posteriore dei pantaloni ha un pacchetto di sigarette
Astor che costituisce una rudimentale bomba a mano è riempito con tritolo
pressato ed è innescato con un fiammifero
il terrorista è crollato a terra dilaniato vicino ai suoi
micidiali ordigni gli inquirenti lo hanno trovato così supino sul prato nelle
tasche degli indumenti portava un giaccone di tela verde e sotto una giacca
marrone e un maglione rossiccio gli hanno trovato duecentomila lire in
contanti e 90 franchi svizzeri i franchi forse avrebbero dovuto servirgli per
fuggire poi oltre frontiera le 200.000 lire invece potrebbero benissimo essere
la tariffa pagatagli da chi gli aveva commissionato l'attentato all'attenzione
degli investigatori è una banconota da mille lire tagliata a metà
solitamente è stato fatto osservare la metà di un biglietto di
banca viene utilizzata da colui che deve incontrare un'altra persona che non
conosce e che per farsi identificare con sicurezza e riserbo tiene in tasca
l'altra metà della banconota il dinamitardo aveva raggiunto il traliccio dopo
avere lasciato sul bordo dei campi oltre il ciglio della strada un furgone
Volkswagen grigio con le tende ai vetri e la parte posteriore attrezzata a
roulotte con una branda e un armadietto è probabile che il camioncino targato
MI G64262 fosse la vera casa del dinamitardo
a pochi metri dal corpo c'erano tre piccoli zaini quando sono
stati aperti sono venuti fuori altri 21 candelotti otto detonatori una bussola
una torcia elettrica e tutti quegli altri ammenicoli che fanno parte
dell'armamentario di un dinamitardo poco più in là è stata ritrovata una
roulotte Volkswagen la base viaggiante del dinamitardo il furgone di colore
marroncino chiaro era attrezzato in modo abbastanza confortevole con un
divano-letto cucinino nella roulotte sono stati trovati anche altri oggetti di
minore importanza un loden grigio carte geografiche un pacchetto di sigarette
cibi in scatola abituali oggetti di viaggio insomma solo particolare singolare
un pacco di giornali tutti del 14 marzo
a quattrocento metri di distanza dal traliccio in una stradina
che è collegata con la strada provinciale per Cassano viene trovato un
furgoncino Volkswagen è facile collegarlo con la vicenda del terrorista perché
qualcuno l'ha notato nella mattinata è un automezzo targato MI G64262 che è
stato trasformato in roulotte a bordo ci sono delle tavolette di legno come
quelle che il dinamitardo aveva già usato per applicarvi i candelotti
esplosivi un loden grigio un impermeabile militare di tipo americano ancora
sigillato dei generi di conforto e sul cruscotto un fascio di carte
geografiche di varie località d'Italia
è probabile anche che le residenze indicate sui documenti
entrambi rilasciati nel 1970 insieme a tutti gli altri dati e allo stesso nome
siano invece i particolari con i quali è stato -costruito un personaggio
inesistente l'unica cosa autentica della carta d'identità è forse la
fotografia anche se vi appare senza la folta barba e i baffi brizzolati che lo
rendono irriconoscibile dunque tutto è avvolto, nel mistero almeno per ora un
mistero che verrà forse svelato tutto o in parte nelle prossime ore adesso di
sicuro c'è solo un fatto un uomo che voleva paralizzare una città è morto
orrendamente vittima del suo stesso crimine
SCENA QUARTA
Ci sono lui e lei c'è questa coppia che nella foto sui giornali del misterioso
dinamitardo lo riconoscono riconoscono l'editore e che possono essere una
coppia di intellettuali mescolati al movimento e alle storie politiche di
quegli anni che magari lavorano all'università trentenni con un rapporto di
coppia in cui ci sono magari già dei problemi per il femminismo che cominciava
allora e che conoscevano l'editore da tempo e lo incontravano ogni tanto nella
sua semiclandestinità degli ultimi anni vedono i giornali e logicamente sono
sconvolti e questo sconvolgimento s'innesca sui loro problemi personali e crea
una crisi la fa esplodere
sì ma guarda questa storia del femminismo non si può usarla in
maniera così banale non si può schematizzare così e poi quella scena della
discussione che vorrebbe essere un tentativo di spiegare quello che è lei mi
sembra troppo ovvia anzi mi lascia un po' irritata con questa spiegazione
dell'irredentismo femminile della ribellione di lei che non ne può più del
tallone di ferro maschile ma andiamo è una cosa talmente generica e inutile
per definire un personaggio e qui parlare di femminismo diventa solo una
spiegazione a posteriori mentre i problemi in un tipo di coppia come quella
cioè come eravamo noi allora e il perché è saltata quella coppia io credo che
bisogna vederli in un modo un po' meno banale non vi sembra
io sono d'accordo anche a me sembra che quella cena così non
va questi problemi sono cose che vanno mostrate non dette ma invece l'idea di
cominciare con l'autopsia mi sembra che va bene perché introduce l'idea non
tanto dell'autopsia di questo personaggio ma piuttosto di ciò che ha
significato la sua morte perché non è solo un'immagine della violenza ma anche
un'immagine dell'interpretazione e dell'analisi qui non è tanto che dobbiamo
fare delle analisi ma piuttosto cercare alcune immagini che poi rinviano a
altre immagini così come il volto del cadavere poi diventa il volto nella
fotografia sulle prime pagine dei giornali
per raccontare questa storia cioè una storia che succede a
alcuni personaggi quando improvvisamente esplode la notizia di questa morte va
bene che cominciamo ognuno di noi a rifarci ai nostri ricordi perché questa è
una storia che in un certo modo ognuno di noi ha vissuto però poi bisogna
pensare che bisogna poterla mostrare con delle immagini e con delle reazioni
alle immagini per esempio la reazione che hai avuto tu di fronte alla foto sul
giornale oppure quella che hai avuto tu ecco sì io ho avuto la sua stessa
reazione in quel momento perché anch'io quella volta appena ho visto la foto
ho pensato mi sono detto subito ma questo è lui e poi ho pensato porco dio c'è
cascato e poi ho pensato anche cristo lui che era così preciso che gli piaceva
fare raccontare
mi ricordo un po' di tempo prima un anno prima che l'avevamo
incontrato in casa di qualcuno dov'era lì ospite per qualche giorno ero andato
su anche con una ragazza allora abbiamo passato un pomeriggio insieme lui ci
raccontava insomma tutto quello che sappiamo che ci raccontava quando lo
incontravamo la ragazza non sapeva che lui era l'editore perché non stava con
me da molto e non l'aveva mai visto e allora dopo a un certo punto abbiamo
parlato di libri e così via e allora a un certo punto la ragazza è saltata
fuori a dire ma sì cristo in quelle librerie che erano poi le sue librerie noi
gli freghiamo tutti i libri perché insomma questo qui è di sinistra stampa
libri che ci interessano noi non abbiamo soldi e allora i libri ce li
prendiamo
lui lì impassibile così la guardava ci guardava sorrideva poi
siamo andati avanti a parlare di altre cose di tante cose e poi siamo partiti
e poi la volta dopo che l'ho rivisto e che è stata l'ultima volta mi ha
ricordato quella storia mi ha parlato dell'apprendimento del controllo della
precisione del non sbagliare le cose e così via e poi mi dice e poi salutami
quella ragazza simpatica e tutto questo mi è venuto in mente allora e l'ho
pensato quando ho visto il giornale con la sua foto quella mattina ho pensato
ma come è possibile mi sono detto uno che ci tiene così tanto a essere attento
a essere preciso ma qui è certo che l'hanno incastrato
andiamo avanti questa è una notizia che quando è apparsa ha
suscitato tantissime reazioni e non sarebbe male se la nostra coppia
s'incontrasse con altri personaggi che hanno avuto reazioni diverse e poi
parlandone tra loro succede che queste reazioni si confrontano si scontrano e
loro potrebbero incontrarsi da qualche parte lì in quel tempo come ricorderete
ci si incontrava in molti nella casa dell'architetto comunista o dello
psicanalista simpatizzante no ma guarda tu non tieni conto che però quella
mattina dopo subito dopo la notizia ci sono già state centinaia di
perquisizioni dappertutto per cui siamo in una situazione di enorme tensione
in una situazione frenetica e mi sembra più logico che la prima cosa è che si
vogliono avere delle notizie e allora lui esce per telefonare da un telefono
pubblico mentre lei prepara una valigia
no però guarda che non ci sono valigie quando si va via in
questi casi si prende solo il portafoglio i documenti delle carte che è meglio
non lasciare in giro si prende su qualcosa in fretta e via in situazioni così
che ne abbiamo viste tante sia prima che dopo quella storia si faceva così
allora e dunque lui dopo la scena che ha con lei che così però non funziona
lui telefona alla redazione dove c'è una giornalista loro amica lei risponde
al telefono poi poco dopo esce per incontrarsi con loro al bar lì parlano un
po' ci può essere la conferma che il morto è l'editore e altre notizie
arrivate in redazione forse è stato assassinato, eccetera parlano di cosa fare
passa una sirena della polizia hanno un sussulto sono un po' scossi si danno
appuntamento per la sera
va bene e già in questi percorsi che fanno in città per
incontrarsi con la giornalista e poi mentre si dirigono verso questo luogo
dove passeranno la notte avvengono delle cose significative come per esempio
un'edicola o un bar dove c'è la gente che discute la notizia e sentono delle
cose che la gente dice o un posto di blocco della polizia dove li fermano e
guardano nel baule della macchina o magari a un certo punto pensano di essere
seguiti da una macchina che li segue sempre e fanno strane manovre per
seminarla piccoli fatti quotidiani collegati o no al filo della storia che
mostrano che il clima che c'era non era un clima tranquillo
comunque quella notte per ragioni di sicurezza hanno deciso di
passarla in un altro luogo e li incontreranno altri personaggi che sono lì
anche loro per passare la notte fuori dalle loro case per ragioni di sicurezza
che sono dunque nella loro stessa situazione che non è una situazione in cui
si va in visita a fare quattro chiacchiere e contarsela su in un salotto come
in un film di Scola perché quella notte c'era gente che era in fuga c'era
gente che s'imboscava c'era gente che per prudenza stava un po' alla larga e
poi c'è la cosa fondamentale che per tutti questi personaggi la morte
dell'editore segna qualcosa d'importante rispetto a cui sono costretti a
mettersi in discussione a compiere delle scelte
io penso che dovrebbe essere una situazione in cui ci sono
quattro o cinque personaggi ognuno che rappresenta una cosa molto precisa e
che si ritrovano in un luogo che può essere un luogo come questo qui loro per
esempio vengono qui vengono a casa di un loro amico dove anche altri hanno
deciso di venire quella notte per motivi che non sono conosciuti al lettore ma
che poi appariranno nel corso della storia tutti partono da punti diversi e
poi convergano qui si ritrovano qui e qui intorno all'enigma centrale
rappresentato dalla morte dell'editore si forma il coro di questi personaggi
diversamente interessati all'evento che li ha messi in movimento che si sono
mossi su percorsi diversi e che sono poi confluiti in un unico luogo che è
questo che è il luogo del coro
una bella idea questa del coro ma senti immaginiamo che la
storia si svolge qui che si svolge qui in questa tua casa una casa come questa
coi mobili come questi belli moderni qualche mobile antico un po' meno bello
un posto un po' fuori città in una campagna non molto lontana dalla città
facile da raggiungere una bella casa vecchia rimessa a posto bene e lì ci
potrebbe vivere un ex partigiano sopra i 50 con la moglie e che fa
l'agricoltore o qualcosa del genere comunista ma critico col partito della
linea di Berlinguer del compromesso storico e aperto interessato al movimento
come si diceva allora ai giovani
immaginiamo che io devo nascondermi da qualche parte per
ragioni di sicurezza e immaginiamo che qui va bene che è il posto giusto che
conosco già è la casa di un amico dove sono già venuto altre volte ne parlo
con lei dove andiamo c'è la discussione o quello che metteremo al suo posto
nella seconda scena ma alla fine decidiamo andiamo da te veniamo qua da te qua
c'è già qualcuno poi ci sei tu più in là arrivi anche tu ci ritroviamo tutti
qua e c'è una serie di vicende che poi si scioglieranno tutte nella scena
finale del funerale dell'editore e questo è l'arco temporale della storia poi
si tratterà di ordinare di mettere a fuoco le immagini sconnesse che ora ci
vengono a galla così alla rinfusa
bisogna riuscire a mettere insieme qui una piccola società
contraddittoria dunque il primo giorno c'è la coppia che abbiamo visto poi c'è
il democratico un giornalista o un avvocato meglio un giornalista perché c'è
il problema della stampa anche lui tra i trenta e i quaranta sostenitore della
tesi che l'editore è stato assassinato poi c'è il comunista il partigiano il
soggetto della resistenza tradita più vecchio lui e sua moglie una bella
coppia affiatata che sono i padroni di casa c'è il personaggio giovane il
discepolo ideale dell'editore un ventenne diciottenne forte bello biondo che
si scazza con tutti e che sarà quello che negli anni 70 finirà nella lotta
armata
il giornalista potrebbe essere una donna possiamo fare venire
qua la giornalista che abbiamo già visto quella che i due hanno incontrato il
mattino basta però che non la confondiamo con me dice lei e infine ci vuole un
personaggio un po' antipatico un leaderino del movimento studentesco
supponente e saccente che si dà un sacco d'arie ecco e possiamo anche fare che
tra la giornalista e te cioè il giovane rivoluzionario biondo c'è una storia
che c'era già da prima o che succede lì c'è un rapporto che diventa un
conflitto quando scoppiano le contraddizioni sull'interpretazione da dare alla
morte dell'editore
allora vediamo dunque la giornalista arriva lì un po' tardi
con il giovane biondo trafelata agitata emozionata perché è stata alle
riunioni è stata alla conferenza stampa del movimento studentesco alla Statale
e poi ha dovuto passare ancora al giornale arriva li con il documento dei
democratici che sostiene che l'editore è stato assassinato e di cui intanto la
televisione ha già dato notizia e che lì ne stiamo già discutendo da un po' io
sono contrario il leaderino saccente lo sostiene mentre lei e l'ex partigiano
preferiscono non intervenire e parlano tra loro sottovoce di altre cose
davanti al caminetto e la padrona di casa prepara la cena in cucina e mette a
marinare la lepre per domani
il giovane biondo è ancora più incazzato di me contro il
leaderino e contro la giornalista noi sostenevamo che questa è un'altra
mistificazione oltre tutte quelle che monteranno i giornali di domani quelli
di destra come quelli di sinistra ma questo è il loro normale sporco mestiere
mentre invece l'area extraparlamentare sa benissimo chi era l'editore e sa
benissimo che cosa faceva per cui la mistificazione che sta compiendo non è
ammissibile ma la giornalista e il leaderino ribattevano che c'erano però
prove concrete per esempio come fanno sei o sette candelotti a esplodergli in
mano lasciandogli integro il volto per il sicuro riconoscimento come è
credibile che sapendosi da tempo preso di mira dalla polizia vada in giro
imbottito di dinamite e poi la dinamite non esplode accidentalmente e poi con
i mezzi che aveva l'editore poteva pagarsi tranquillamente un commando di
terroristi specializzati e poi infine c'erano i documenti malamente
falsificati di cui non aveva bisogno perché non era ricercato anche se alcuni
giornali scriveranno che era ricercato ma questo non era vero e poi
l'assurdità delle fotografie dei familiari che si portava dietro che lo
rendono subito identificabile
insomma non un elemento che quadrava a meno appunto di non
considerarlo un folle ma noi rispondevamo che tutte queste prove potevano
facilmente essere smontate e rimontate ma che quello non era il punto il punto
era politico ed era per una ragione politica che loro e i democratici
progressisti non potevano ammettere che l'editore era morto durante un'azione
clandestina non potevano ammettere che aveva un'organizzazione clandestina non
potevano ammettere che lui stesso era nella clandestinità perché queste per
definizione sono per voi cose che fanno i fascisti i servizi segreti gli
agenti della Cia non sono cose che possono fare i compagni
e ammettere che le fanno gli dicevamo vuol dire per voi far
perdere l'innocenza al movimento l'innocenza che voi democratici vi siete
inventata per permettervi di stare a fianco del movimento vuol dire dunque
perdere anche voi la vostra innocenza le vostre mani pulite con una punta in
più d'ambiguità perché l'innocenza che voi pretendete dopo gli avvenimenti è
sempre una versione a posteriori è un gioco che voi fate magari compiacendovi
anche un po' perché sapete che c'è un po' di mistero perciò adesso un fatto
così crudo quando un militante ci lascia la vita facendo queste cose di cui
voi parlavate un po' sottovoce compiacendovi vi dà adesso uno choc tale che
dovete subito mistificare il personaggio e tutta la storia e trasformare le
mani pulite in ideologia dell'innocenza dicevamo sempre più accalorandoci
non dimentichiamoci che la vostra alleanza col movimento è
nata tre anni fa quando la strage di stato aveva creato questo grande
movimento di opinione che ha assorbito strati della borghesia democratica e
illuminata giornalisti dei grandi giornali borghesi avvocati architetti
psicanalisti e lì dentro è confluita anche tutta l'ondata dell'antifascismo
militante questa alleanza è sempre stata fondata sulla presunzione della
sostanziale innocenza della sinistra e della contestazione sempre minacciate
represse colpite dalle trame dello stato dei corpi separati dei fascisti
quindi tutto quello che avviene di oscuro di clandestino di
violento va sempre addebitato ai progetti reazionari della destra e così in
questi tre anni voi vi siete dati da fare e lodevolmente per svelare trame
nere per fare riunioni assemblee a non finire per scrivere comunicati
documenti volantini per pubblicare e diffondere bollettini opuscoli libri per
partecipare alle manifestazioni contro la repressione dove vi è capitato anche
di venire affumicati coi lacrimogeni e pestati coi manganelli ma tutto questo
sempre con le mani pulite e in nome delle mani pulite
in questo quadro l'editore vi andava bene quando sull'onda dei
colonnelli greci denunciava la possibilità di un colpo di stato in Italia
questo era dentro la tradizione della resistenza e della realizzazione della
cosiddetta costituzione nata dalla resistenza che non è mai stata realizzata
su questo progetto voi democratici ci stavate a battervi contro un'involuzione
reazionaria anche se consideravate l'editore un po' mattarello ma non
pericoloso e la sua infatuazione per il Che la vedevate come un segno di
confusione mentale ma fin quando lui stampa le lontane guerriglie africane e
sudamericane cosa che del resto oggi fanno perfino i cattolici a voi andava
benissimo a voi che ammirate tanto il Che finché è lontano però appena si
avvicina un po' date fuori di matto
per noi invece gridava il biondo a parte questo problema dei
fascisti eccetera che è scontato c'è per noi un altro problema che è il
problema della rivoluzione e di come la si fa c'è il problema della violenza e
di come usarla per attaccare e qui allora non siamo più d'accordo perché se
voi giustificate l'uso della violenza come risposta alle cariche poliziesche o
alle trame dello stato non la prevedete però come possibilità offensiva in un
progetto rivoluzionario e la morte dell'editore fa esplodere adesso questa
contraddizione che adesso cercate di mascherare con la ridicola tesi che
l'editore è stato assassinato ma che è solo la difesa dei vostri innocenti e
innocui tre anni di partecipazione al movimento a questo punto la giornalista
s'incazza veramente
c'è tutta questa discussione questo scontro siamo li che
discutiamo sempre più animatamente alzando la voce non lasciandoci parlare
gridando gesticolando insultandoci agitati congestionati avevamo bevuto anche
un po' la giornalista fuori di sé diceva che eravamo dei farneticanti ma come
voi vi date il martello sui piedi dicendo queste cose ma come non capite siete
anche un po' fessi non capite che ci sono la Cia il Sid i corpi separati che
vi stanno utilizzando ma era in buona fede lei mentre in malafede era il
leaderino che strillava gridava provocatori traditori venduti finché alla fine
ci siamo quasi messi le mani addosso credo che gli ho dato un cazzotto è
intervenuto l'ex partigiano non mi ricordo bene è intervenuta lei per calmarci
e mi ha portato a dormire era quasi l'alba
SCENA QUINTA
Alle 11 di ieri Milano ha avuto un sussulto per una sensazionale notizia che
dilagata in un lampo ha trovato con il passare delle ore sempre maggiore
consistenza la notizia esplosa verso le 10 del mattino e accolta in un primo
momento con un profondo scetticismo da tutti è risultata sempre più
attendibile man mano che passavano le ore Milano ancora turbata dalle
manifestazioni dei giorni scorsi alcune delle quali degenerate in atti di
violenza era rimasta sbalordita dalla notizia
l'altra notte il corpo esanime di uno sconosciuto è stato
trovato ai piedi della linea di alta tensione che fornisce l'energia elettrica
a mezza Milano il volto del falso Maggioni era stato studiato attentamente
osservato a sezioni dal naso all'alta fronte stempiata dalle nari al mento
prendendo in esame le orecchie all'identificazione più che attraverso il
riconoscimento della salma che nessun familiare ha potuto ancora vedere si è
giunti con un attento esame delle foto
poi qualcuno forse il commissario Calabrese aveva esclamato
mettetegli un paio di baffi pare che sia stata questa battuta a dare il via a
una sempre più febbrile serie di controlli eseguiti nel cuore della notte il
confronto dei rilievi dattiloscopici delle falangette della mano destra dato
che i polpastrelli presentavano alterazioni per le bruciacchiature causate
dallo scoppio la fotografia pubblicata dai giornali della carta d'identità con
il falso nome di Vincenzo Maggioni veniva girata da tute le parti e c'era
naturalmente chi giurava che essa fosse somigliantissima a quella dell'editore
e chi invece sosteneva a spada tratta il contrario
i due fotogrammi sono stati sottoposti a successivi
ingrandimenti e a un certo momento in uno di essi gli inquirenti hanno
riconosciuto l'ultima moglie dell'editore la scoperta non poteva essere più
clamorosa sebbene la notizia non sia ancora ufficiale sembra accertato che
l'uomo dilaniato ed ucciso dall'esplosione di una carica destinata a fare
saltare un grande traliccio alla porte di Milano sia il ricco editore
militante di estrema sinistra il falso Vincenzo Maggioni l'impiegato nato il
19 giugno 1926 a Novi Ligure il cui corpo era stato rinvenuto mercoledì
pomeriggio dilaniato dall'esplosione sotto un traliccio nella campagna di
Segrate era in realtà l'editore nato a Milano lo stesso 19 giugno 1926
la notizia che il terrorista dilaniato mentre cercava di far
saltare un traliccio dell'alta tensione era l'editore è esplosa a Milano
provocando una reazione a catena di emozione stupore sbigottimento incredulità
nessuno poteva immaginare che si trattasse del miliardario editore di libri
militante nelle forze extraparlamentari di sinistra e ricercato per terrorismo
è certo anche se alla notizia manca il crisma dell'ufficialità il morto
dilaniato da una carica di dinamite accanto al traliccio dell'Atm tra
Pioltello e Segrate è il ricchissimo industriale notissimo editore e
contestatore di antica data
anche sulla genesi delle indagini che hanno portato al nome
dell'editore grava il silenzio degli addetti ai lavori quello che è trapelato
e che si è potuto mettere insieme cucendo indiscrezioni particolari e
informazioni fiduciarie offre soltanto una ricostruzione di massima il
movimento che si notava al palazzo di giustizia negli uffici del procuratore
capo della repubblica e del procuratore generale faceva presumere che qualcosa
di molto grosso fosse nell'aria quando la notizia al mattino è trapelata al
palazzo di giustizia si è scatenato il caos in mezzo all'andirivieni di
magistrati di alti ufficiali dei carabinieri e di funzionari della questura
un magistrato infatti incaricato delle indagini alle
insistenti domande dei giornalisti ha così risposto non possiamo ancora dire
nulla su una vicenda che non si può ritenere ufficialmente conclusa
ufficialmente nessuna conferma gli inquirenti si mantengono riservati e
reticenti ma lasciano intendere di essere sicuri del fatto loro pur
riservandosi di dire qualcosa di definitivo nelle prossime ore il nome
dell'editore sarebbe affiorato alle labbra degli inquirenti impegnati a far
luce sul mistero del cadavere scoperto sotto il traliccio n. 71 di Segrate che
nella fotografia di Vincenzo Maggioni avevano colto subito i tratti di
qualcuno già conosciuto
è ormai certo che l'uomo trovato ucciso sotto il traliccio è
l'editore le autorità hanno fatto trapelare numerosi elementi che hanno
portato all'indubbia identificazione del cadavere ciò nonostante la
magistratura continua a mantenere il più assoluto riserbo la vicenda sotto
qualsiasi punto di vista la si consideri è strana ha dell'incredibile in poche
ore il cadavere dilaniato viene riconosciuto o quasi ma non fino al punto che
magistrati o polizia si assumono la responsabilità di confermare poche ore per
il riconoscimento ma molte per procedere all'identificazione della salma
mostrandola ai parenti e agli amici dell'editore che a Milano sono molti e
facilmente reperibili
i magistrati interpellati dai giornalisti si chiudevano però
nel più assoluto riserbo ma le voci si facevano sempre più insistenti in poco
tempo tutta la città ne era al corrente la clamorosa notizia si è sparsa
rapidamente in tutta Italia ieri mattina anche se non è stato ancora
dichiarato ufficialmente dalla magistratura né dalle forze dell'ordine è stata
un'esplosione simile per portata a quella che 24 ore prima aveva orribilmente
dilaniato il corpo del terrorista le redazioni dei giornali sono state
tempestate di telefonate
sono cominciate a filtrare le prime notizie le prime conferme
ufficiose che sono bastate ad alcuni giornali del pomeriggio per uscire con
titoli di assoluta certezza in prima pagina e a nove colonne e sono cominciate
anche le prime ipotesi contrastanti la notizia che l'attentatore al traliccio
di Segrate è l'editore è apparsa sui giornali della sera di Milano prima con
un punto interrogativo poi nelle edizioni successive con il punto esclamativo
escludente ogni dubbio in breve la notizia ha varcato le frontiere e anche
dall'estero si chiedevano conferme che sono poi venute nel tardo pomeriggio i
giornali nel pomeriggio sono andati a ruba
assieme all'intrecciarsi frenetico delle telefonate
cominciavano anche a sorgere i primi inquietanti interrogativi perché mai un
uomo ricco un miliardario come l'editore si sarebbe recato da solo a piazzare
dinamite sotto un traliccio? ecco d'improvviso che l'editore brillante
frequentatore di salotti ricompare due giorni fa in abiti di foggia militare
con uno zaino colmo di tutti i ferri del mestiere dell'attentatore di
professione anche questa sua ricomparsa in circostanze così straordinarie da
lasciare sbalorditi è un segno dei tempi dei tempi sconvolti che viviamo
ma ecco che nella città che non aveva avuto il tempo di
riprendersi dallo stupore si diffonde un'opposta tesi che il miliardario
l'uomo il cui nome tutti conoscono sarebbe stato assassinato qualcuno sostiene
fra l'altro che si tratta dell'editore ma che in realtà era stato prima ucciso
e poi usato per inscenare l'incidente durante l'innesco della dinamite nel
comunicato che formula la tesi dell'assassinio diramato ieri nel pomeriggio a
Milano si afferma che l'editore è stato assassinato che il potere politico il
governo il capitalismo internazionale avevano bisogno di un capro espiatorio
per dare un'etichetta di sinistra alle bombe di piazza Fontana
nel documento si sottintende che il ritrovamento dell'editore ai piedi del
traliccio di Segrate è soltanto il frutto di una messa in scena l'incredibile
si aggiunge all'incredibile è credibile che l'editore non sia giunto vivo al
traliccio? soltanto porre questa domanda fa sorgere dubbi e congetture che
definire inquietanti è poco orbene se l'accusa è suffragata da prove bisogna
che si producano se le prove non ci sono si tratta di una mossa politica
destinata a creare confusione in un momento già di per sé troppo confuso
noi attendiamo le prossime ore per formulare interrogativi ai
quali appena accenniamo ci attendiamo dalle prossime ore notizie che fughino
ogni dubbio sulla vicenda che è certamente una vicenda oscura una vicenda
torbida che per torbidi fini potrebbe essere utilizzata tutto nella tragica
vicenda di Segrate che ha avuto a protagonista l'editore è profondamente
oscuro alcuni aspetti appaiono assurdi alcuni altri sono palesemente
inverosimili e ogni interrogativo è lecito anche il più grave le ipotesi a un
certo punto possono prendere pieghe allucinanti fondarsi su un disegno di
macchinazioni demoniache
quando sembra che la violenza abbia toccato la punta massima
quando si è indotti a sperare che essa possa placarsi ecco che immancabilmente
un altro clamoroso fatto di sangue viene a scuotere le coscienze e a rendere
più incandescente il clima caldo di questa vigilia elettorale tutto in questa
vicenda va vagliato sottoposto ad esame scrupoloso sotto gli occhi di tutti un
pazzo più pazzo di quanto si riesca ad immaginare vittima della sua stessa
follia per stravagante e avventuroso che si voglia considerare il personaggio
un tale comportamento rasenta i limiti della follia e dell'incredibile
mancava da Milano e probabilmente dall'Italia salvo possibili
riapparizioni clandestine dai primi del dicembre del 1970 ossia da un paio di
settimane prima della strage avvenuta alla banca dell'Agricoltura a Milano che
un industriale erede di una grande dinastia di imprenditori e di costruttori
sia finito così in basso apostolo di sovversione maestro e protagonista di
sciagurate imprese dinamitarde tutto ciò ha dell'incredibile un editore
miliardario che vuole compiere un gesto imitativo di certi suoi idoli politici
e letterari si sarebbe messo in condizione tale che da morto o da vivo
l'indagine susseguente all'attentato si sarebbe indirizzata
proprio verso quei gruppi per i quali l'editore aveva simpatia in questo
ambiente oscuro e torbido nel quale confluiscono giovani troppo ingenui
esaltati teorici della ultima ora di varie colorazioni e veri e propri
provocatori a servizio dei fascisti tutte le voci di apparizioni dell'editore
a Milano dove avrebbe addirittura partecipato a una riunione di anarchici o
comunque di rivoluzionari non sono legate a testimonianze sicure
la procura della repubblica ritiene che l'editore avesse
intrecciato rapporti piuttosto stretti con movimenti extraparlamentari decisi
a trasformare la lotta politica in guerriglia urbana sabotaggi e attentati
l'editore avrebbe creduto di trovare l'ambiente ideale per la messa in pratica
delle teorie tante volte pubblicate in esagitati opuscoli qualcuno ha scritto
che nel corso dell'ipotetica riunione di extraparlamentari l'editore fu
duramente attaccato dai compagni che gli rimproveravano di dedicare alla causa
soltanto i soldi
ripetiamo l'episodio di Segrate avviene in un momento
estremamente serio e gravido di pericoli per la democrazia abbiamo bisogno di
pulizia tremendamente bisogno e insieme di una instancabile vigilanza di tutti
i democratici c'è una sola cosa da chiedere una inchiesta pronta senza ombre
completa che elimini ogni margine di dubbio il paese deve sapere avere la
verità al 100% nessun pasticcio per intendersi alla Valpreda è ammissibile il
paese non si lascerà trascinare alla ventura sa che non esistono scorciatoie
di comodo sa che la disunione delle forze popolari è esiziale
rafforzando uno schieramento di opposizione e alimentando un
risveglio della coscienza popolare contro il marcio che si annida nell'attuale
quadro istituzionale ma queste considerazioni doverose nulla tolgono alla
terribile gravità del fatto l'impressione che ci troviamo di fronte ad una
provocazione allarmante è nettissima se in America non si è venuti a capo
della morte dei due Kennedy e in Italia di quella di Pinelli se la strage di
stato si è finora risolta in un rovesciamento delle responsabilità se su tutto
questo prosperano alternativamente la speculazione fascista o la repressione
di stato o la controffensiva politica moderata
è difficile attendersi che su quest'ultima incredibile morte
venga ora fatta chiarezza la risposta a tutto questo non può che essere prima
di tutto politica e di massa i comunisti chiedono che si assodi rapidamente
l'intera verità senza quegli scandalosi intrighi e quelle violazioni della
legge che in precedenti occasioni hanno bloccato deviato confuso il corso
della giustizia ipotesi di macchinazione e di complotti dubbi e incertezze che
lasciano lo spazio non solo alle più sfrenate fantasie ma magari a qualche
cosa di molto peggio non devono intorbidire una situazione che molti hanno
interesse ad esasperare
ma ci è impossibile far tacere la nostra voce di sdegno e di
protesta per il modo cinico ignobile con cui hanno reagito uomini e giornali
di sinistra è un'antica verità chiedersi a chi una certa faccenda giovi e qui
ogni giovamento va a destra è la destra che ha fatto scattare l'apparato
provocatorio è essa che utilizza le barricate e le molotov degli
extraparlamentari e li inserisce nel proprio complotto autoritario secondo
inveterata vocazione delle classi dirigenti italiane non avremmo il cattivo
gusto di adottare accenti e toni trionfalistici per commentare la triste fine
dell'editore non ci può dare gioia che un'ancora giovane vita sia stata così
drammaticamente stroncata
dalla strage di stato ad oggi questa spirale non si è più
chiusa ed oggi innumerevoli episodi grandi e piccoli fanno pensare che si stia
toccando il fondo non solo e non tanto in vista delle elezioni ma di qualche
cosa di peggio si voleva che il terrorista rimasto vittima della sua imperizia
fosse un uomo della cosiddetta destra eversiva la vicenda scriveva l'Unità ha
evidenti connessioni con i famosi attentati ai tralicci a suo tempo firmati in
tutta Italia dai Nar fascisti almeno da tre anni a questa parte ma anche più
in là nel tempo per chi ha buona memoria avanza in Italia una colossale
macchinazione che più di una volta è giunta alle soglie del colpo di forza o
del colpo di stato
l'identificazione del terrorista ha sconvolto questa
mobilitazione propagandistica già in atto non un fascista ma un estremista di
sinistra divulgatore di trattati di guerriglia urbana e suburbana
l'importatore delle peggiori teorie della contestazione anarcoide le
provocazioni di destra sono un dato permanente l'apparato poliziesco e statale
è apparso invischiato fino al collo in vicende delittuose tuttora aperte e su
questo tessuto di base si è di volta in volta innescata una controffensiva
politica generale delle forze dominanti e di governo l'infortunio non avrebbe
potuto essere maggiore nel momento in cui tutta la sinistra è impegnata
facendo leva sulla montatura giudiziaria di Treviso a mettere un'etichetta
fascista sulla bomba di piazza Fontana
ma i nostri intrepidi mistificatori non si danno per vinti al
colpo della morte del terrorista editore hanno reagito nel modo più grottesco
e cinico lanciando subito l'oscena versione del delitto di stato o del delitto
dell'infame destra o forse di entrambi un mucchio di sporcizia questo
incrostatosi attorno alla vicenda di Segrate da portare alla luce e da
spazzare non può procurarci piacere questa nuova prova della nauseante
alleanza che si è stabilita tra i rappresentanti degeneri di una borghesia
suicida che recita quotidianamente un fosco cupio dissolvi e gli ambienti dove
fruttificano i frutti marci del terrorismo e della criminalità politica
SCENA SESTA
Sensazione nauseante lui smette di leggere i giornali adesso è al bar del
paese con l'ex partigiano stanno leggendo i giornali e li commentano il
comandante saluta i suoi amici con cui va a caccia insieme è il mattino dopo
lei ancora dormiva quando lui si è svegliato e si è alzato perché non riusciva
a dormire per via di quella sensazione nello stomaco nella testa e nella casa
quasi tutti ancora dormivano perché quella notte avevano discusso fino a tardi
avevano litigato fino all'alba si era creata una situazione di conflittualità
generale alimentata anche un po' dall'alcol era come se tutti fossero in
guerra con tutti si creavano alleanze temporanee ma che poi si rompevano anche
col giovane biondo lui si era scontrato a un certo punto perché gli era
sembrato che esagerava un po' con questa storia della violenza e delle armi
avevano litigato tutta la notte c'era in tutti la
consapevolezza confusa non confusa chiara oscura complessa di un passaggio che
stava avvenendo per questo non riuscivano a smettere di litigare perché
sentivano che la violenza di quella morte creava e imponeva a tutti situazioni
irreversibili che erano differenti contraddittorie conflittuali ma
irreversibili e così tutti litigavano su qualsiasi cosa non c'era
conciliazione possibile poi dopo ti spieghi ma prima c'è lo scontro
l'aggressione tutto questo crea molto affetto ma anche molto conflitto tutti
stanno insieme e sono divisi
stanno insieme di nuovo e di nuovo sono divisi per cui passa
questa notte di discussione e di grande tensione ci sono duplicità che saltano
ci sono ambiguità che saltano una serie di posizioni che non erano ben
chiarite ma che potevano coesistere ora non possono più coesistere
nell'ambiguità la giornalista democratica non può più scopare col giovane
rivoluzionario oppure si possono continuare a scopare ma non possono più
comunicare ma soprattutto deve essere chiaro che la tensione principale di
questa storia oltre i conflitti che scoppiano per differenze di valutazione
reazioni emotive impostazioni ideologiche eccetera è nel fatto che si respira
si sente il nodo di quello che succederà poi negli anni 70 tutti i personaggi
si trovano di fronte a questa morte come a una cartina di tornasole uno
spartiacque e ne hanno la consapevolezza
avevano dormito insieme lì stretti nel piccolo letto della
camera del figlio dell'ex partigiano che adesso studiava a Ulm c'era il
manifesto appeso sul muro con scritto il Che è vivo il manifesto che aveva
fatto stampare l'editore subito dopo che il Che era stato ammazzato in Bolivia
e quasi tutti erano libri che l'editore aveva pubblicato i libri negli
scaffali lui aveva scorso i titoli sui dorsi Cent'anni di solitudine La teoria
dei bisogni Senza tregua La rivoluzione sessuale Vogliamo tutto Diario del Che
in Bolivia Sotto il vulcano lo aveva preso ne aveva rilette un po' di pagine
qua e là poi si era vestito e era uscito senza svegliarla e adesso era lì col
comandante e il mal di testa al bar del paese
ancora in abito da sera che non sembrava particolarmente
gualcito il Console con una ciocca di capelli che gli ricadeva sugli occhi e
una mano afferrata alla breve barbetta a punta sedeva sghembo con un piede
sulla traversa di uno sgabello adiacente davanti al piccolo banco ad angolo
retto mezzo proteso su di esso e occupato a quel che sembrava a parlare tra sé
perché il barista un ragazzo bruno e lustro di un diciott'anni stava ritto a
una certa distanza contro una tramezza di vetro che divideva la sala e non
aveva l'aria di ascoltare
la mattina l'ex partigiano era andato come il solito a
comprare i giornali in paese e lui era andato insieme per prendere un po'
d'aria con lui giù nel paese dove tutti lo conoscono lo stimano lo rispettano
gli dicono buongiorno comandante potrebbe essere il sindaco del paese ma
allora forse non avrebbe potuto ospitarli e adesso lì il comandante che non
aveva parlato per tutta la sera precedente potrebbe parlare con lui potrebbe
spiegargli la sua reazione di fronte alla morte dell'editore o piuttosto il
fatto di essere combattuto fra due reazioni la reazione da coscienza pulita
Pci cioè non si può lasciare che l'immagine di un compagno come lui finisca
così e la reazione di chi sa di chi è sgomento per la cosa però per rispetto
al morto non può nasconderla e mistificarla di questo gli può parlare il
comandante mentre sono insieme giù nel paese
il paese a questo punto è importante perché i personaggi non è
che devono stare a casa tutto il giorno a contarsela su intorno a un tavolo
come stiamo facendo noi qui adesso bisogna che ci sia un fuori magari ci potrà
essere lì in paese una piccola festa dell'Unità dove andranno e dove
succederanno delle cose perché lì in quelle zone come l'oltrepò pavese o il
lodigiano ci sono quelle grandi tavolate dove con qualche bottiglia di vino un
po' spumantino si comincia a gridare viva il comunismo e queste cose qua i
personaggi non devono essere quattro gatti tagliati fuori dal mondo e chiusi
isolati dentro una casa non c'è lì l'angelo sterminatore che arriverà solo
qualche anno dopo
io sono d'accordo perché questa scena fuori finisce con essere
il rovescio della situazione dentro da una parte sono chiusi in casa come topi
isolati ma con questa tensione verso l'esterno leggendo i giornali tutti i
giornali e con la paranoia del telefono che avevamo allora che si pensava
sempre che tutti i telefoni erano controllati e spiando dalle finestre con la
preoccupazione di qualche macchina sospetta che si ferma troppo vicino alla
casa mentre poi invece dall'altra parte si trovano in una festa paesana in un
ambiente amico sono in un contesto sociale c'è una festa dell'Unità dove vanno
a bere insieme a altri con il comandante che lì conosce tutti ma c'era una
cosa aspetta però che non va bene è il libro della Heller La teoria dei
bisogni che lì non ci può stare perché è uscito nel 74 è uscito dopo
a me però la festa paesana non mi convince perché il fenomeno
perché queste storie sono state storie urbane metropolitane però potrebbe
essere un paese in trasformazione metropolitana dove c'è la cascina ma c'è
anche la fabbrica dove c'è il vecchio e il nuovo la campagna che diventa città
e industria dove però la cascina non scompare un paese industriale alla
periferia di Milano ci potrebbe essere una trattoria in una cascina facciamo
che loro lì al bar incontrano un ragazzo e una ragazza di poco più di
vent'anni due compagni come glieli presenta il comandante che si sposano e che
l'hanno invitato al pranzo di nozze che ci sarà quella sera nella trattoria
della cascina e gli ricordano di non mancare e di portare anche i suoi amici
potrebbe esserci una cosa del genere
queste storie sono storie di città sono storie metropolitane e
per questo è un po' difficile raccontarle non ci sono storie metropolitane in
Italia perché non ci sono metropoli in Italia non ci sono nei termini in cui
siamo stati abituati a vederle nei film americani è impossibile immaginarsi un
film che si svolge a New York immaginarselo in Italia a Milano o a Roma dove
tutto è stretto dove tutto è chiuso la notte mentre la metropoli è una cosa
molteplice misteriosa inquietante sconfinata fuori orario ma Milano è una
città provinciale e non se ne vogliono accorgere questi milanesi gonfiati che
li senti dire perfino Milano come New York e ci credono perfino
c'è l'hinterland di Milano invece che è qualcosa di
infinitamente più importante misterioso e inquietante di quelle quattro strade
intorno a piazza del Duomo la vera città è quella che si stende fino a Sesto e
va avanti per decine di chilometri a nord dove tra mezzanotte e le cinque del
mattino avvengono gli scazzi e gli scontri lì la gente li ammazzano e li
buttano e poi all'alba la polizia passa a raccogliere i morti in Italia il
solo film che ha cercato un po' di rappresentare queste cose anche se l'ha
fatto a un livello pazzesco era Rocco e i suoi fratelli però con un intruglio
di sentimentalismo machismo morbosità Roma invece è una capitale impazzita ma
l'unico film che l'ha fatta vedere come metropoli moderna è sempre ancora la
Dolce vita
io non so Roma ma per me adesso su Milano si potrebbe fare un
film molto interessante perché se guardiamo intorno a Milano vediamo una città
che sta diventando metropoli per via di questi due milioni e mezzo di abitanti
che stanno fuori oltre la fascia comunale e comincia in tutto a essere una
dimensione rilevante cominciano a essere quattro o cinque milioni di abitanti
allora questo comincia a essere qualche cosa di smisurato di molteplice di
complesso e l'inizio degli anni 70 il momento di questa storia che stiamo
raccontando è anche il momento in cui si sta giocando questo passaggio dalla
città all'hinterland che allora stava cominciando a diventare qualcosa di
mostruoso
va bene ma adesso torniamo a questa storia lui il mal di testa
va meglio sta parlando con il comandante mentre tornano a casa dopo essere
stati al bar e avere comprato i giornali in quel paese dell'hinterland
milanese mentre camminano ogni tanto il comandante gli indica come il paese
negli ultimi vent'anni è cambiato le fabbrichette che prima non c'erano le
orrende villette moderne tutte con l'araucaria davanti il supermercato solo la
vecchia cascina è rimasta tale e quale anche se è diventata una trattoria e
intanto gli dice che cosa rappresenta la morte dell'editore per personaggi
come lui che erano stati partigiani o che erano comunisti
qui bisogna mostrare come il discorso della resistenza tradita
dell'antifascismo del colpo di stato di destra erano alla base dell'azione
politica dell'editore che aveva frequentato la sezione Martiri oscuri di
Lambrate che è quella dove c'era stata la Volante rossa alla fine degli anni
40 lui si agganciava sempre a luoghi situazioni di forte memoria partigiana e
poi c'era l'idea della base rossa che continuava e era affascinato da questi
vecchi partigiani duri tutti d'un pezzo un po' stalinisti gli piacevano molto
tipi come Giovanni Pesce a cui aveva stampato il libro di memorie questo
gappista che durante la resistenza andava in giro a ammazzare fascisti per
conto del Cln
la sera che è venuta quella sera sui quadrelli rossi
delle macerie e vari caseggiati un partigiano
della gap un tipo evoluto sanguinario e buono
aveva il braccio insecchito sentì
ancora tre ariette di sudore sull'addome
nell'erba dei capezzoli e sotto il coppino
e un fil di refe rosso un filo di sangue dal costato
la febbre grattava dove c'è la cintura del corame era
il grano profumato che verrà dall'Urss in una volta
sola una vera manifestazione pensò e chiuse gli occhi
che erano già da spaccare col martello
come ha scritto Emilio Villa cioè il più grande poeta italiano degli anni 40
altro che Montale
comunque si può dire che in qualche modo l'editore ha creato
l'antifascismo militante che è diverso dall'antifascismo retorico da 25 aprile
degli anni 60 e per di più l'ha creato in maniera diffusa perché lui era il
primo che aveva inventato le librerie militanti quando lui apre le sue
librerie negli anni 60 diventano subito luoghi di movimento luoghi
resistenziali lui lì vende e stampa indifferentemente giornali underground
opuscoli degli studenti del Parini opuscoli della guerriglia africana e
latinoamericana e poi con l'Istituto che raccoglie tutto il materiale del
movimento operaio rivoluzionario dall'inizio del secolo fino a oggi stabilisce
una grande linea culturale e editoriale che va da quegli inizi fino a questi
opuscoli del movimento
allora avviene questa strana convergenza sulla teoria
dell'editore assassinato c'è da una parte la borghesia illuminata che parla di
complotto perché deve conservarsi le mani pulite ed è una vera fortuna che
pochi giorni dopo arriva l'incriminazione dei fascisti per piazza Fontana
perché ridà fiato alle loro tesi che la violenza è sempre solo a destra
dall'altra parte i quadri partigiani e comunisti che non hanno da salvare le
mani pulite ma che devono mantenere la figura dell'editore e della sua lotta
politica integra e fuori di queste cose anche se magari in parte ci sono
dentro anche loro e comunque gli scatta automaticamente il meccanismo del
complotto
che è un meccanismo stalinista per cui il negativo va sempre
addossato a un complotto del nemico e il complotto non può che essere la
destra la Cia l'America sono atteggiamenti di tipo veterocomunista alla russa
dove non possono raccontarsi la storia e allora si raccontano le convinzioni
lo stesso Pesce che ci ho mangiato insieme al ristorante qualche mese fa
ancora oggi sostiene continua a sostenere che lui è stato assassinato che lui
un giorno avrà le prove che l'editore è stato assassinato ma poi soprattutto
allora c'era il Pci che non voleva assolutamente che la figura dei partigiani
venisse toccata e venisse riproposta come azione non a caso pochi giorni dopo
la morte dell'editore l'anniversario delle fosse ardeatine viene celebrato in
modo massiccio
e così e in quell'occasione in un'intervista Carla Capponi che
è la ragazza dell'impermeabile di via Rasella la leggendaria gappista medaglia
d'oro della resistenza dichiara mi trovo a confrontare le azioni che compivamo
noi e le molotov che lanciano i gruppetti allora era il popolo che metteva le
bombe qui le bombe le mettono i provocatori fine della citazione ma per il Pci
la resistenza e i partigiani devono ormai esistere solo come mito perché
quello è il momento in cui un'altra linea viene allo scoperto quella del
compromesso storico non più quella di una strategia di attacco che implica uno
scontro violento di classe e questa nuova linea viene sancita proprio in quei
giorni a Milano dove il XIII congresso del Pci si conclude al Palalido con la
nomina di Berlinguer a segretario del partito e questo per il quadro storico
ma lo sai che anche la teoria delle basi di montagna intorno
alla città dove credi che l'ha presa l'editore? mi dice intanto il comandante
mentre stiamo tornando a casa dal paese lungo il vialetto fiancheggiato dal
biancospino che copre appena il cantiere di un palazzone di cemento quella
teoria che è stata sempre collegata dai giornali anche di sinistra a una
visione fuochista latinoamericana se non maoista l'editore in realtà l'ha
presa da un manuale del doppio livello del Pci che si chiama Ipotesi di
comportamento e che fino a una decina di anni fa era usato per istruire i
giovani militanti e che prevedeva proprio un comportamento di questo tipo
chiedilo al nostro amico libraio che viene qui oggi a pranzo lui ha fatto
ancora in tempo a conoscerlo quel manuale
cioè in certe sezioni c'era il segretario e il commissario
politico e il commissario politico selezionava alcuni compagni giovani e
diceva tu non dipendi dal segretario dipendi da me e a questi dopo un lungo
corso alla fine gli dava questo manuale che era un manuale che prevedeva per
esempio di tenere sott'occhio l'armeria del tuo quartiere e cose del genere e
dava le indicazioni per la ritirata dalla città in caso di colpo di stato per
lo spostamento sulle montagne e nei luoghi di riferimento corrispondenti ai
triangoli della città io parlo di Milano che è una città radiale che si divide
per triangoli anche noi durante la resistenza l'abbiamo sempre divisa in
triangoli con il vertice verso il centro la base verso la periferia che indica
la direzione della ritirata
tanto che in quegli anni si portavano i giovani a fare dei
festival in montagna a Omegna piuttosto che dalle parti di Novi Ligure proprio
per conoscere i luoghi dove ci si doveva ritirare e stabilire una base di
montagna quindi vedi che l'editore non ha importato questa teoria da Cuba ma
l'ha presa da una tradizione del Pci del dopoguerra ancora legata ad una
tradizione territoriale della resistenza partigiana comunque questa è stata la
nostra ultima occasione e la sua morte significa la fine di quest'ultima
occasione dice il comandante affrettando il passo per cui adesso non possiamo
che ritirarci e questa volta per sempre alt no però questo non va questo è
troppo patetico questo non glielo farei dire da lui qui
e poi se è vero che con l'editore finiva simbolicamente tutto
questo sogno della resistenza tradita che cercava una rivalsa che coltivava la
speranza del momento opportuno finiva l'ultima speranza finiva la storia dei
partigiani però in realtà finiva perché lo spostamento lungo quei triangoli
verso le montagne non aveva più senso perché le città non erano più radiali e
dilagavano ovunque perché insomma le trasformazioni avvenute negli ultimi
dieci anni nel territorio e nella società erano state tali che le strutture
della resistenza non corrispondevano più cioè per esempio la struttura di
fabbrica non corrispondeva più al rapporto città-campagna o città-montagna
perché la città e la fabbrica ormai erano arrivate dappertutto
e in quegli anni quando si parlava di lotta di violenza si
parlava di lotta di massa di violenza operaia di azioni autonome di cortei
interni in fabbrica che bloccavano la produzione e che picchiavano i capi e
che fuori occupavano le case e volevano vivere una vita diversa e tutte queste
cose mentre i partigiani non avevano mai avuto un immaginario legato a nuove
forme di vita a una vita libera giovane spontanea senza gerarchie e capi
avevano sempre avuto l'idea di una gerarchia militare rigida ricalcata e
equivalente a quella degli eserciti che combattevano con in più la rigidità
politica sovietica col commissario politico sempre una gerarchia militare e
paternalistica dei rapporti
tutto questo è ormai un passato che fa parte del passato del
Pci che in quegli anni era stato obbligato a elaborare una nuova strategia che
li tagliava fuori completamente e faceva anche parte del passato dell'editore
e ora quel passato come immaginario di massa rivoluzionario scompariva con lui
sotto il traliccio per cui il comandante dovrebbe concludere dicendo che
adesso loro non possono che ritirarsi nel museo che il Pci gli ha costruito
non resta che passare la mano ai loro figli che sceglieranno loro la loro
strada ma forse invece dice un'altra cosa che ne so dice che lui ha deciso di
smettere di andare a caccia e lascia che ci vadano i giovani ma intanto siamo
arrivati a casa e cerchiamo gli altri per mostrargli cosa hanno scritto i
giornali le schifezze che hanno scritto i vari Bocca Montanelli e tutti quanti
come si può vedere nella prossima scena
SCENA SETTIMA
I ricchi facciano i ricchi se non vogliono cacciarsi nei guai o combinare guai
penso così con malinconia dell'editore un ricco infelice pieno di problemi
personali che in fondo non interessavano a nessuno sempre implicato in vicende
clamorose che gli appassivano tra le mani incapace di fermarsi in un lavoro in
un amore in una idea sempre alla ricerca di qualcosa che lo tenesse in piedi
che desse un significato alla sua vita alle sue contraddizioni alle sue
stravaganze mentre scrivo so poco del modo nel quale è morto vedremo di capire
meglio se sarà possibile ma temo che neppure questa sua fine tragica
comunque siano andate le cose riuscirà a fare di lui qualcosa
di diverso da un uomo fallito la sua morte è un finale come si suol dire
emblematico c'è qualcosa di logico e di fatale nel fatto che questo
ricchissimo borghese sia stato trovato dilaniato da una carica di dinamite la
stessa dinamite che egli metteva contro una società che gli aveva permesso di
nascere in una culla tappezzata di miliardi cioè in definitiva contro se
stesso è la sorte che aspetta tutti questi buffoncelli del sinistrismo in
spyder fra i quali il povero editore
fa spicco se non altro per un certo coraggio l'editore è
approdato all'ultima spiaggia di una morte violenta che ha suggellato una
esistenza difficile inquietante contraddittoria l'origine miliardaria che più
o meno confusamente senti come una condizione che lo segnava con le comode
stimmate del privilegio ha condizionato la sua vita spingendolo tra
sbandamenti e confusioni alla ricerca di miti e di soluzioni disperate e
isolate convinto che l'Italia fosse in pieno colpo di stato viveva in
clandestinità all'estero dopo aver mal digerito la lezione del Che in America
latina alle teorie aberranti aggiungeva un pizzico
di bizzarria confinante da vicino con la stravaganza l'assurda
avventura dell'editore è di quelle che si snodano oscillando paradossalmente
tra il mondo ricco e dorato di origine e la ricerca disperata di primeggiare
in ambienti assolutamente opposti che quel mondo vuole abbattere istinti
autopunitivi labilità di carattere frustrazioni profonde possono certo
spiegare sotto il profilo psicologico o meglio psichiatrico la personalità del
miliardario dinamitardo il Che diventa la sua stella polare la tecnica della
guerriglia lo affascina e appena gli affari glielo consentono vola
a Cuba e vi soggiorna per lunghi periodi senza tralasciare di
farsi vedere in giro con belle donne e di condurre una vita molto agiata nel
1954 fonda la casa editrice e due anni dopo lascia il Pci dopo i fatti di
Ungheria la Milano-bene sorride soddisfatta il transfuga ritornerà presto tra
le file ha finito di fare il sovversivo le due anime dell'editore l'impronta
del grande ricco e l'insoddisfazione che lo spinge sempre verso una ricerca
individualistica e esasperata si manifestano in modo clamoroso i suoi viaggi a
Cuba la sua brevissima detenzione nelle carceri
della Bolivia si alternano all'apparizione su Vogue in cui
appare fasciato in un mantello di lontra marrone firmato da Jole Veneziani
giustificava la sua latitanza dicendo che quando il Reichstadt brucia occorre
tenersi lontani ma continuava a inguiaiarsi in clamorose disavventure di
svolte nella vita privata e pubblica dell'editore milanese ce ne sono state
molte e talune sconcertanti e difficilmente omologabili sotto una comune e
chiara matrice il tarlo dell'avventura doveva roderlo senza sosta forse gli
eroi della rivolta proletaria e dell'anarchia immortalati dalle sue
pubblicazioni l'ossessionavano doveva diventare uno di essi specialmente
il Che Guevara non contento delle ville delle barche di lusso
delle automobili che vanno a trecento all'ora delle pellicce e dei gioielli
che poteva regalare aveva scelto l'hobby della dinamite e del populismo si
portava dietro troppi complessi d'inferiorità e troppi bollori momentanei per
non diventare uno strumento nelle mani di qualcuno più abile di lui un
boy-scout che voleva essere considerato pericoloso ma che non c'era mai
riuscito che voleva essere considerato un estremista ma era guardato con
sospetto dagli estremisti veri fino in fondo l'editore ha tentato di diventare
un primo attore senza capire che aveva i mezzi soltanto per particine
di contorno quella del traliccio era la sua grande occasione
la sfortuna la maledetta sfortuna non l'ha mollato fino all'ultimo
giustificava la sua latitanza dicendo che quando il Reichstadt brucia occorre
tenersi lontani ma continuava a inguiaiarsi in clamorose disavventure nello
stesso tempo per altro egli non smette certi atteggiamenti tendenti a épater
le bourgeois in questo senso è certo significativo che egli riesca a offrire
al pubblico nello stesso momento due contemporanee e opposte immagini di sé
quella del playboy e quella dell'editore impegnato d'avanguardia pronto
a pagare di persona siamo infatti al settembre del 67 i
lettori di L'Uomo Vogue possono ammirare le foto dell'editore in veste di
indossatore di costosissime pellicce in un servizio sui quattro re della
foresta di cemento milanese dopo aver lanciato Il dottor Zivago scrive la
rivista l'editore yé-yé ora lancia le pellicce Zivago e infatti l'editore posa
in una foto di studio con un mantello di lontra marrone addosso e in un'altra
avvolto in un mantello di persiano S.W.A. con colbacco chi vorrà scrivere una
biografia o un tentativo di biografia
di questo gigantesco Ossesso in senso dostoeskiano dovrà
necessariamente far partire la sua inchiesta informativa la sua indagine
conoscitiva da un'accurata analisi del corpo già vastissimo delle sue edizioni
più che delinquenziale il suo caso mi sembra patetico e soprattutto rivelatore
di una certa mentalità molti si domanderanno per quali vie ideologiche questo
rampollo di una delle più ricche dinastie lombarde sia arrivato al terrorismo
posso garantire che l'ideologia non c'entra per il semplice motivo che questo
ragazzo non era in grado di capirne nessuna ciò sembrerebbe in contrasto con
la sua attività di editore che vantava anche notevoli successi
ma realtà questi successi vanno accreditati unicamente agli
uomini di cui si era circondato tradendo l'acume dei filosofi e dei sociologhi
marxisti che egli a preferenza di altri pubblicava i suoi autori preferiti
quelli a cui dedicava non confessate ore di appassionata lettura erano quelli
che molti anni fa avevano inventato i personaggi di Fantomas di Rocambole e di
Arsenio Lupin in quegli eroi trovava rassomiglianze stupefacenti stimoli
esempi da imitare gli sarebbe piaciuto essere il Fantasma dell'Opera o uno di
quei misteriosi e sanguinari tipi per cui Eugène Sue
e Carolina Invernizio prosciugarono piscine d'inchiostro una
lunga e pressoché ininterrotta omertà ha sempre legato il Pci e il suo figliol
prodigo con troppi soldi e troppi raptus rivoluzionari si ricattavano e si
condizionavano a vicenda sfortunatamente per entrambi il boy-scout lasciato a
far di testa sua non si accontentava delle bombe con la crema voleva anche
fare il Pietro Micca e il Reichstag è bruciato per davvero ma con lui dentro
il rifugio segreto tra i monti della Carinzia in una romantica baita sepolta
dalla neve e nascosta tra i boschi dove l'editore progressista aveva
conservato tutti gli antichi vessatori
diritti padronali e si pagava un pedaggio per transitarvi e le
guardie col cappello piumato catturavano e consegnavano alla polizia le
donnette che andavano a far legna più tardi fu convertito alla rivoluzione da
un giardiniere e abbracciò la sua nuova fede con il medesimo fanatismo cieco
apparteneva a un genere di uomo comune in Italia che poteva passare da un
movimento estremista a un altro opposto purché illiberale e mitologico senza
fermarsi alle idee forse noiose e troppo serie perché non promettono nessun
miracolo ma solo fatica non ereditò dagli avi quell'amore per lo stato
italiano che era invece insegnato naturalmente ai discendenti
di patrioti dell'800 né per le idee di libertà e come molti figli di borbonici
un secolo fa egli continuò senza accorgersene la lotta all'Italia liberale e
indipendente ma da posizioni di sinistra per capirlo bisogna forse evocare
alcuni personaggi simili egli somigliava al grande industriale tessile russo
presso il quale erano impiegati l'ingegner Skriabin detto Molotov e l'ingegner
Krassin e che al principio del secolo finanziò per anni Lenin l'Iskra e la
Pravda e dopo la rivoluzione si impiccò in una camera
d'albergo di Cannes avendo capito a che erano serviti i suoi
denari ricorda curiosamente per certi aspetti anche Howard Hughes il
miliardario americano che vive in un mondo separato tutto per lui circondato
dal segreto servito da sicofanti cortigiani e dipendenti fedeli come schiavi
la rivista di moda Vogue si occupò di lui pubblicandone una foto in pelliccia
con questa didascalia Dopo aver lanciato Il dottor Zivago l'editore yé-yé ora
lancia la pelliccia Zivago a sinistra in un mantello di lontra marrone di Jole
Veneziani a destra in un mantello di persiano S.W.A. marrone scuro di Fendi
con colbacco torna in Italia deluso
dalla Bolivia mentre la sua sterile avventura balza all'onore
delle cronache di tutti i giornali torna nella grande villa stile liberty s